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Claudio Bisio e Sandra Bonzi, come si sono conosciuti: lei ha vomitato in macchina, lui si è inginocchiato. Il matrimonio lungo trent'anni

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Intervista di coppia a Che tempo che fa per Claudio Bisio e Sandra Bonzi, la coppia che festeggia trent'anni di matrimonio. I due saranno ospiti del programma condotto da Fabio Fazio, in onda su Rai 3 dalle 20, e si racconteranno proprio nei giorni in cui esce nelle librerie il primo libro di Sandra Bonzi, un giallo tutto da scoprire.

 

 

Ma come si sono conosciuti? Claudio Bisio e Sandra Bonzi l'hanno raccontato ai microfoni del Corriere della Sera, un incontro strano e un amore sbocciato definitivamente quando la donna ha lasciato un ricordo non proprio felice all'interno dell'auto del comico e attore milanese. "Era il 1992, a Boario, a un festival cinematografico - ha detto Bisio - L’ho riaccompagnata a casa a Milano e ho scoperto che aveva una doppia vita: di giorno era una pierre rigorosa e impeccabile, la più brava che avessi mai incontrato; ma di notte si trasformava: animava un locale con un gruppo di amiche, a furia di canti e balli. Pensi che si facevano chiamare “La polpa pronta”. Poi vabbè, la sera che mi ha vomitato in macchina mi ha conquistato definitivamente". La Bonzi, invece, ha spiegato: "Lui mi ha conquistata con un gesto che voglio raccontare qui per la prima volta. Dunque, “galeotti” Gino e Michele ci siamo conosciuti a Boario. La sera stessa, a tavola, lui ha fatto una battuta che mi è piaciuta poco e allora io mi sono chiusa a riccio. Lui se n’è accorto e ha provato più volte a chiedermi che cosa fosse successo. Io muta: venivo da Bolzano, avevo ricevuto un’educazione rigida, sapevo come tenere le distanze. Allora è successo che Claudio all’improvviso, davanti a tutti, si è inginocchiato ai miei piedi dicendo: Se tu non mi parli, io da qui non mi muovo”.

 

 

Nove giorni e mezzo, questo il titolo del romanzo, uscirà in tutte le librerie il 28 aprile. Si tratta di una commedia nera che vede in Elena, una giornalista, la protagonista. Lei prova a tenere insieme i pezzi dei corpi, il lavoro che cambia e una famiglia insidiata dal tempo e dall'erosione dell'abitudine. "Nel romanzo ho messo molte passioni comuni, quelle con cui abbiamo costruito il nostro legame. La lettura, tanto per iniziare, perché tutti e due amiamo i gialli, da Manzini a Biondillo. Ma poi anche l’ironia, con le figure delle vecchiette terribili che provano a risolvere il mistero in cui è coinvolta Elena Donati, a cominciare da Margherita, la mamma della protagonista", ha detto l'autrice sempre al Corriere.