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Netflix, introduzione degli spot e stop alle password dopo la perdita condivise di abbonati e il crollo in Borsa

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Il giorno dopo l'annuncio della prima perdita di abbonati in oltre dieci anni, circa 200mila gli utenti che si sono dileguati nel primo trimestre del 2022, Netflix registra una debacle a Wall Street: la piattaforma di video streaming chiude la sessione a -35,12%. Ma al di là dei numeri attuali - pare anche influenzati dalla chiusura del servizio in Russia - preoccupa in generale l'andamento del mercato in prospettiva considerato che Netflix vanta 221.6 milioni di iscritti nel mondo (il 6.7% in più dello scorso anno ad oggi) e si aspetta un calo di 2 milioni nel trimestre in corso. 

 

 

Proprio in base al previsto calo anche nel prossimi trimestre, la dirigenza della piattaforma valuta alcune contromisure. A iniziare da una stretta globale sulla condivisione delle password che permette l’utilizzo senza pagare l’abbonamento. L’azienda stima che oltre 30 milioni di famiglie statunitensi e canadesi stiano utilizzando una password condivisa per accedere ai contenuti della piattaforma. In tutto il mondo, secondo Netflix, sarebbero più di 100 milioni le famiglie che stanno probabilmente utilizzando una password condivisa. Un’altra possibilità di intervento potrebbe essere un aumento del costo degli abbonamenti, ma questa soluzione avrebbe diverse controindicazioni. Netflix in Asia continua ancora a crescere, negli Stati Uniti e in Canada invece è in calo. Se il lockdown aveva favorito la crescita degli iscritti, il progressivo superamento della crisi sanitaria ha fatto cadere lo stimolo. Senza dimenticare la grande concorrenza (Disney+ e Amazon Prime Video).

 

 

Un’altra ipotesi, di cui ha parlato anche il cofondatore e Ceo Reed Hasting, sarebbe quella di introdurre spot pubblicitari proprio per ridurre il costo degli abbonamenti, facendo perdere però una specificità del videostreaming. "Coloro che seguono Netflix sanno che sono contro la complessità della pubblicità e a favore della semplicità dell’abbonamento. Ma sono ancora più un fan di una scelta più ampia per i consumatori", ha spiegato Hastings.