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Massimo Giletti, perché è sotto scorta? La carriera del giornalista, la malattia della madre e il rapporto con il padre

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Ha compiuto da pochi giorni 60 anni ma ancora vuole dare tanto al mondo del giornalismo, tant'è che adesso lo troviamo direttamente in Ucraina a raccontare le atrocità della guerra fatta partire da Vladimir Putin. Stiamo parlando di Massimo Giletti, conduttore di Non è l'arena su La7. 

 

 

Nato a Torino nel 1962, ha scoperto relativamente tardi il mondo del giornalismo. L'esordio in una redazione avviene infatti nel 1988, a Micer, mentre negli anni Novanta presenta Mattina in famiglia, Mezzogiorno in famiglia e I fatti vostri su Rai 2. A inizio anni Duemila, nel 2002 per la precisione, prende la guida di Casa Rai 1, mentre dal 2004 al 2017 è il padrone di casa del contenitore domenicale L'Arena. Al termine di questa esperienza, passa a La7 e conduce il suo talk Non è l'arena, mentre dal 2020 è anche su Rtl 102.5. Dal 2020 vive sotto scorta: dopo aver condotto per mesi un'inchiesta sulle scarcerazioni di molti mafiosi durante la pandemia, riceve minacce dal boss Filippo Graviano. A Oggi, ha detto: "Era una battaglia da combattere tutti insieme sennò diventi un bersaglio. Invece l’ho fatta solo io (riferendosi ai colleghi, ndr), ed eccomi con la scorta".

 

 

Per quanto riguarda la vita privata, Giletti ha raccontato proprio a Oggi alcune novità. "Dico una cosa che non ho mai rivelato: ho un amore grande per una donna. Mi vive dentro da dieci anni. Un sentimento al riparo: come un giardino segreto che non voglio dividere con nessuno". Ma è un amore reale o virtuale? "Una certezza a cui ritornare, un’ancora. Perché poi sono sempre alla ricerca di altro, di un innamoramento, di un volto nuovo. Sono un pasticcione. Ho vissuto emozioni bellissime, non c’è nulla di più travolgente. Ma la quotidianità uccide. Non riesco a superarla. Neanche da ragazzo: la prima relazione vera l’ho avuta a 20 anni". Giletti ha anche parlato del rapporto con i genitori. "Io nasco e mio padre arriva con due giorni di ritardo: lui non c’è mai stato nella mia vita. Eppure, da quando è mancato due anni fa, mi manca da morire. Ci siamo avvicinati molto negli ultimi anni. Ma è stato un rapporto tormentato". Riferendosi alla madre e alle sue sofferenze, invece, ha detto: "Negli occhi di mia madre ho visto la sofferenza di chi lo ha sempre amato e sempre difeso dagli sguardi di noi tre figli. Mai una parola negativa, ma il dolore c’era. Ho sacrificato tanti momenti della mia gioventù per starle vicino, certi Natali da soli io e lei… Ha 91 anni e purtroppo è malata, non mi riconosce più. Quando imbocco le curve che mi portano verso casa, nel Biellese, in quelle valli rivedo la mia vita e sto male".