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Massimo Giletti rischia nell'Ucraina in guerra: "Morte e distruzione, ma non si arrenderanno mai. Guardate come li uccidono" | Video

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Massimo Giletti questa volta ha rischiato davvero. Il conduttore di Non è l'Arena, programma di La7 in onda domani sera, domenica 20 marzo, è volato in Ucraina per documentare in prima persona l'invasione della Russia e l'orrore della guerra. Il giornalista ha filmato, tra le altre cose, le fasi immediatamente successive al bombardamento di una caserma. Un missile è stato sparato probabilmente dal mare e ha letteralmente distrutto la struttura, provocando la morte di diversi giovani soldati ucraini. Giletti, collegato con lo Speciale del TgLa7 condotto da Enrico Mentana, ha mostrato le immagini e commentato senza mezzi termini: "Si è aperto un cratere, questi sono i resti dei ragazzi morti: zaini, caschi, scarpe, tute mimetiche. Non c’è più niente".

Un servizio capace di spazzare via la guerra di propaganda, le dichiarazioni politiche e di facciata, quelle tattiche e di circostanza, riportando al centro dell'attenzione la morte e la distruzione: "Gli ucraini si difenderanno fino all’ultimo respiro - ha ribadito Giletti da Nikolaev- Ecco cosa vuol dire la no fly zone". E ancora: "Sono entrato nel cratere di Nikolaev, è zona di guerra, la fanteria russa è lontana appena 60 km. Ogni giorno arrivano colpi improvvisi di mortaio oppure di artiglieria o missili. E’ impressionante, le immagini sono terribili, non so ancora se le mostrerò”, riferendosi ovviamente alla puntata di Non è l'Arena

“Qui respiri la voglia di resistere fino alla fine - ha aggiunto ancora - Una soldatessa mi ha guardato e pensavo mi rimproverasse, invece piangendo mi ha detto: hai il dovere di riprendere i corpi dei miei fratelli perché gli europei devono capire cosa vuol dire non fare la no fly zone. Gli ucraini combattono e hanno voglia di libertà assoluta. Non è facile. Ieri ho provato a parlare con un ufficiale di un compromesso accettabile e lui mi ha risposto che non accetteranno compromessi".