Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mogol, il perché del nome, il sodalizio con Lucio Battisti e la Nazionale Cantanti. Il presidente della Siae ha scritto più di 1400 testi

  • a
  • a
  • a

E' uno degli autori di musica più noti del panorama nazionale e internazionale. Il suo nome, accompagnato a quello di Lucio Battisti, ha fatto la storia della canzone italiana. Mogol sarà uno degli ospiti di Un’ora sola vi vorrei, stasera in tv, martedì 8 febbraio, su Rai 2. E' il programma di Enrico Brignano, one man show che "rilegge il mondo e la contemporaneità con ironia, senza rinunciare all’empatia". L'autore, nella sua carriera, ha scritto più di 1400 testi.

 

 

Mogol, nome d'arte di Giulio Rapetti, è nato a Milano il 17 agosto 1936. Tra i più conosciuti e rappresentativi autori di testi italiani, è conosciuto e ricordato soprattutto per sodalizio artistico con Lucio Battisti. Ma il suo ingresso nella musica italiana è arrivato negli anni Sessanta, collaborando con numerosi artisti italiani: da Caterina Caselli a Riccardo Cocciante, passando per i Dik Dik, l'Equipe 84, Fausto Leali, Bobby Solo e Mango, sono tanti coloro che hanno scritto canzoni assieme a Mogol. Questo nome viene scelto nel 1959 dalla Siae: Mogol, infatti, inizia la carriera di paroliere e propone alla Societa Italiana degli autori ed editori una lista di 120 nomi inventati, dalla quale viene scelto, appunto, quello di Mogol. Ormai riconosciuto sotto questo pseudonimo, Rapetti lo ha aggiunto al proprio cognome dal 30 novembre 2006, quando è stato autorizzato con decreto dal ministro dell'Interno. La sua carriera, dopo gli inizi con Gino Paoli e Bobby Solo, cambia decisamente nel 1965 con l'incontro con Lucio Battisti. Il sodalizio, dopo Dolce di giorno, Luisa Rossi e Balla Linda, ottiene i primi successi dalla fine del decennio: Battisti infatti esordì al grande pubblico al Festival di Sanremo 1969 con la canzone Un'avventura, cui seguì l'album Lucio Battisti. La svolta storica della coppia si ebbe soprattutto nel giugno 1970, quando intrapresero un viaggio a cavallo nella natura del paesaggio italiano, partendo da Milano, passando per Sarzana e La Spezia, e finendo a Roma. Ad ottobre esce Emozioni, mentre in seguito vengono pubblicati i celebri Il mio canto libero, Una donna per amico, Ancora tu, Sì, viaggiare e Con il nastro rosa. Il rapporto tra i due si interrompe nel 1980 per motivi economici. L'autore allora prosegue il suo lavoro con Riccardo Cocciante, Zucchero, Mango, Gianni Bella e Adriano Celentano, per il quale scrisse un brano dedicato a Battisti, scomparso nel 1998. Anche Celentano, infatti, era amico del grande Lucio, e Mogol fu uno dei pochi a poter partecipare ai funerali nel settembre 1998. A La Stampa, inoltre, Mogol ha raccontato una sua esperienza semi-sconosciuta con Bob Dylan: “Avevo un contratto per tradurre tutto Dylan e ho stravolto anche Blowing in the Wind. Su Ballad of a Thin Man però si innervosì molto e ci organizzarono un incontro a Londra: stracciò il testo davanti a me. Io gli chiesi che cosa voleva dire la canzone, mi rispose che non aveva capito nemmeno lui“.

 

 

Per quanto riguarda la vita privata e le sue attività in campo sociale, Mogol ha quattro figli: tre avuti dalla prima moglie, Serena De Pedrini, il quarto da una relazione con un'altra donna, Gabriella Marazzi. Oggi è sposato con Daniela Gimmelli. Nel 1975, assieme a Gianni Morandi Paolo Mengoli e Claudio Baglioni, dà vita alla Nazionale Cantanti e al progetto della Partita del cuore. Dal 2018, è presidente della Siae.