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Vaccino, a metà febbraio arriva Novavax. L'esperto: "Potrebbe funzionare meglio di Pfizer e Moderna"

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Cresce l'attesa per la consegna delle prime dosi del nuovo vaccino anti Covid 19, il Novavax. In Italia le prime fiale del siero tradizionale, a base di proteine, sono attese per la metà del mese di febbraio. Il Novavax affiancherà i vaccini basati sulla tecnologia mRna, realizzati da Pfizer e Moderna. Secondo alcuni esperti il Novavax potrebbe addirittura essere più funzionale, in particolare nel bloccare la variante OmicronPaolo Vezzoni, ricercatore presso l’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb), all'Agenzia Agi ha spiegato che "i vaccini in distribuzione, che si basano sulla tecnologia a mRNA, non sembrano in grado di schermare completamente l’organismo dalla variante Omicron. Forse una piattaforma differente, come quelle a base di proteine, potrebbe offrire una protezione più duratura".

"Pfizer Moderna - spiega l’esperto - introducono nelle cellule l’Rna virale, che stimola la produzione di proteina spike virale, mentre i vaccini di tipo tradizionale, come Novavax, introducono direttamente la proteina, che attiva la riposta immunitaria. L’efficacia del vaccino dipende anche dal tipo di risposta immunitaria elicitata dal vaccino stesso". Il meccanismo alla base del quale gli anticorpi riconoscono la proteina, inoltre, può influenzare la risposta immunitaria sviluppata a seguito della vaccinazione. Insomma l'obiettivo è lo stesso, ma la tecnica è completamente differente. 

"La situazione emergenziale continua a provocare disagi, difficoltà, infezioni, ricoveri e decessi - commenta ancora Vezzoni - credo sia opportuno evidenziare l’importanza di tutte le azioni di ricerca e monitoraggio, vagliando ogni mezzo a nostra disposizione per contrastare la diffusione del contagio. Un’accurata protezione vaccinale è fondamentale per prevenire il contagio e le infezioni gravi. Non sappiamo se i vaccini proteici siano più o meno efficaci nel lungo termine rispetto alle piattaforme a mRNA, né quale sia la migliore strategia di protezione per la popolazione, ma credo che sia il caso di progettare degli studi specifici per rispondere a questi interrogativi". Come sempre accade, la scienza avrà bisogno di numeri per valutare l'efficacia del nuovo siero.