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Melandri, "Non sono no vax, ma free vax". Lo sfogo dell'ex pilota a Non è l'Arena

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"Non mi sento il Djokovic italiano. Vedere quella frase vicino al mio nome è stato brutto, ma stavo ironizzando. Quando ho capito di essere stato contatto di positivo ho scherzato su questo. Si sente anche da chi deve fare la terza dose, che spera di diventare positivo e asintomatico invece che fare il vaccino. Non sono no vax, ma free vax". Lo ha detto Marco Melandri questa sera, mercoledì 19 gennaio, su La7 a Non è l'Arena con Massimo Giletti. Melandri nei giorni scorsi aveva rilasciato una intervista a Mowmag dove aveva detto di essersi vaccinato per lavorare, e aveva anche partecipato a una protesta a Milano dove si discuteva di green pass e Covid.

 

 

Melandri ha poi proseguito: "Io mi prendo tutte le responsabilità di quello che ho detto. C'è qualcosa che non va in questa società attuale: non siamo liberi di decidere. Ogni persona ha una sua storia, e ognuno deve essere in grado di scegliere il proprio destino. Noi campioni non siamo invincibili alla morte, ma al contrario di quello che sembra la paura è una dote, ti dà un limite. Io già a marzo avevo contratto il Covid, e tanti immunologi dicono che parte degli anticorpi anche se calano riconoscono la malattia. Non avevo paura di rincontrarlo".

 

 

Melandri era salito sul palco di Milano perché "siamo in un momento difficile, dove dobbiamo sensibilizzare le persone a capire che il green pass è uno strumento diverso da quello che ci raccontano. E' divisivo, ha diviso amici e l'Italia intera. Voglio avere il coraggio, in futuro, di guardare in faccia di mia figlia e dirle di averle dato la possibilità di scegliere. Condivido la scelta di chi si vuole vaccinare, ma chi non vuole vaccinarsi deve essere libero di non farlo perché il vaccino è uno strumento di difesa personale. Sono salito su quel palco perché mi sembra un'ingiustizia vedere i bambini negati di poter fare sport, salire sugli autobus".