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Lucy Salani, chi è: la transessuale più anziana d'Italia e l'esperienza dei campi di concentramento

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Lucy Salani, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini saranno ospiti oggi, venerdì 7 gennaio, di Oggi è un altro giorno, il programma di Rai 1 condotto da Serena Bortone nel primo pomeriggio, dopo il Tg1. Botrugno e Coluccini sono i registi di C’è un soffio di vita soltanto, film dedicato alla incredibile storia di Lucy Salani, la donna transessuale più anziana d’Italia nata a Fossano, in provincia di Cuneo, nel 1924 da una famiglia antifascista che era di origine emiliana, Lucy, classe 1924, è tra le pochissime sopravvissute al campo di concentramento di Dachau ancora viva ed è stata tra i pochi testimoni di uno dei momenti più drammatici di tutto il Novecento. 

Il film è stato presentato al Torino Film Festival e approderà nelle sale cinematografiche il prossimo lunedì 10 gennaio. La pellicola documentario è stata realizzata quasi interamente durante la pandemia da Covid 19 grazie al racconto della stessa Lucy, sempre lucidissima. Non parla soltanto di tematiche sempre più attuali, come l’identità di genere, ma fa riflettere anche su quanto sia importante mantenere intatta la propria personalità. I telespettatori sono costretti a una riflessione continua su temi che evidentemente erano attuali già cento anni fa. 

Strazianti e commoventi le parole sul campo di Dachau. "Vivere per me è un miracolo, sono già morta allora", sostiene la protagonista. A Dachau è tornata e racconta le sue sensazioni e ciò che ha provato. Ancora oggi, nonostante sia passata un'intera vita, fa sogni orribili su quel periodo e su quello che ha visto, particolari e storie che vuole raccontare alle persone: la gente deve sapere che cosa accadeva nei campi di concentramento. Una storia nel complesso struggente, emozionante, toccante. In cui Lucy svela di essersi sentita bambina fin da quando era piccola. "Volevo sempre fare ciò che a quell’età facevano le bambine - ha dichiarato - cucinare, pulire e giocare con le bambole. Mia madre era disperata, mentre mio padre e i miei fratelli non mi accettarono".