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Un giorno in pretura, stanotte 18 dicembre 2021 seconda parte del processo a Marco Cappato: il caso dj Fabo

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Stanotte - sabato 18 dicembre 2021 - va in onda su Rai3, dopo la mezzanotte, per Un giorno in pretura la seconda parte del processo celebrato nella Corte di Assise di Milano che vede seduto sul banco degli imputati Marco Cappato, accusato di aver rafforzato e agevolato l’intento suicida di Fabiano Antoniano, conosciuto come Dj Fabo.

 


In aula viene esaminato e valutato il contributo che ha fornito l’imputato per accompagnare Fabiano in Svizzera, dove potrà ricorrere al suicidio assistito. Fabiano per realizzare il suo progetto, ha dovuto sopportare e superare tutti gli ostacoli che si frapponevano fra lui e la morte. Ma Cappato è colpevole oppure no? Dopo una lunga camera di consiglio la Corte di Assise per la prima volta nella storia di Un Giorno in Pretura - terza trasmissione più longeva della terza rete Rai, in onda dal 1985 - uscirà con un’insolita soluzione. 

 

 

La procura ne chiese l’assoluzione ritenendo che Marco Cappato non ebbe “alcun ruolo nella fase esecutiva del suicidio assistito di Fabiano Antoniani e non ha nemmeno rafforzato la sua volontà di morire”. In subordine i pm chiesero alla corte di eccepire l’illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del Cp, quello sull’aiuto al suicidio. Un mese dopo la Corte chiese alla Consulta di esprimersi sulla legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio. Il governo decise di costituirsi davanti alla Corte Costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte d’Assise milanese. La Consulta, di contro, chiese l’intervento del Parlamento per colmare un “vuoto legislativo” rinviando a settembre 2019 il verdetto sull’aiuto al suicidio quando ritenne “non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile”, in attesa di un intervento del legislatore ritenuto “indispensabile”. “Da oggi siamo tutti un po’ più liberi”, fu il commento a caldo di Cappato che due mesi dopo fu assolto dalle accuse “perché il fatto non sussiste.