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Diabolik, il film tanto atteso: cast importante ma il lavoro dei Manetti Bros non convince del tutto

Christian Campigli
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Un'avventura lunga cinquantanove anni. Un mito che non conosce crisi o flessioni. Un film atteso dai fans da oltre un anno, dopo una lunga e travagliata gestazione. Esce giovedì 16 dicembre nelle sale cinematografiche il nuovo, attesissimo film su Diabolik, il ladro assassino reso immortale grazie al fumetto nato nel 1962, dalla penna delle sorelle Giussani, Angela e Luciana. Una pellicola, quella dei Manetti bros, che ha un cast di tutto rispetto. Sarà il talentuoso Luca Marinelli ad interpretare il re del terrore, Miriam Leone sarà la sua compagna, Eva Kant, Valerio Mastandrea il suo acerrimo rivale, l'ispettore Ginko. Nel cast anche Claudia Gerini, Alessandro Roja, Serena Rossi, Roberto Citran, Luca Di Giovanni, Antonino Iuorio, Vanessa Scalera, Daniela Piperno e Pier Giorgio Bellocchio.

 

 

Il film, seconda trasposizione cinematografica della storia, dopo il capolavoro del 1968 di Mario Bava, ripercorre la storia narrata nel terzo albo della serie, “L'arresto di Diabolik”. Si tratta del primo incontro con Eva, che da quel momento diventerà la sua fedele compagna di vita e di avventure. Il capolavoro delle sorelle Giussani, negli anni Sessanta, fece scalpore per almeno due motivi. Il primo, quello più ovvio, è legato al personaggio principale. Un ladro, un assassino senza scrupoli. Si tratta infatti del primo esempio di fumetto nero Made in Italy. Non mancarono denunce, chilometrici articoli di giornale, nei quali i soloni dell'epoca spararono a zero sull'Inafferrabile, considerato “un modello negativo, che rischia di essere imitato”. Vi furono persino interrogazioni parlamentari. Nulla però fermò quello che, negli anni, è diventato un autentico trionfo editoriale. L'altro aspetto “sociale” dell'albo edito da Astorina è legato alla figura di Eva Kant. Fino a quel momento le donne erano state raccontate, nella letteratura, come nei fumetti, come anime fragili, bisognose di protezione, interessate solo all'amore. La bionda contessa ribalta completamente certi stereotipi. E anticipa, e non di poco, il femminismo.

 

 

Le sorelle Giussani creano una compagna attiva, che partecipa non solo alle decisioni relative ai colpi da portare a termine, ma che ruba a sua volta, uccide se necessario. E non si fa scrupoli neppure nel rapire donne e uomini, pur di ricattare la polizia e liberare il suo amato compagno dalle celle del carcere di Clerville. Il film è stato girato in prevalenza a Bologna, ma vi sono anche scene riprese a Milano, Trieste e Courmayeur. Non sono mancati gli oggetti di culto del più famoso assassino del fumetto italiano. Le sue maschere, con le quali può assumere le sembianze di chi vuole, i suoi coltelli, che Diabolik ha sempre preferito alle pistole, la sua Jaguar, una E-Type del 1962. Un'automobile che oggi, sul mercato delle vetture d'epoca, vale cifre altissime. Per acquistarne una in buone condizioni, servono almeno centoventimila euro. Va detto, con onestà, che non a tutti è piaciuto il film dei Manetti bros. Ci sono già state critiche, anche feroci, ad una sceneggiatura considerata da molti appassionati lenta, ripetitiva. E che, soprattutto, non riesce a mostrare fino in fondo il carattere di un personaggio complesso. Ambiguo e poliedrico, generoso e intollerante, verso chi si frappone tra lui e i suoi obiettivi. Un uomo dalle mille sfaccettature, dai mille volti. Mille, come le maschere di Diabolik.