Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Gomorra, quinta stagione subito da record: miglior debutto negli ultimi due anni per una serie su satellite

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Una serie televisiva che ha fatto innamorare gli Italiani. Ha creato infinite polemiche. Anche in ambito politico. Tra chi l'ha declinata come una semplice opera di fantasia, seppur ispirata ad una triste realtà, e chi, al contrario, l'ha voluta caricare di responsabilità educative verso i più giovani. Ha preso il via la stagione finale di Gomorra, il cult di Sky Original, prodotto da Cattleya. Un trionfo decretato, prima di tutto, dai numeri: i primi due episodi andati in onda venerdì hanno avuto una media di 841mila, facendo di questo ballo finale il miglior debutto degli ultimi due anni per una serie sulla piattaforma satellitare.

 

 

Ciro Di Marzio, l'Immortale interpretato da Marco D'Amore (anche regista dei primi episodi), redivivo in Lettonia, e Gennaro Savastano (Salvatore Esposito) sono stati i protagonisti assoluti di un autentico showdown. La media dei primi due episodi è di 775mila spettatori medi (dato comprensivo di Sky Atlantic, Sky Cinema Uno, On Demand e Primissime), con il secondo visto da 708mila persone. Un confronto finale che ha infiammato anche i social network: i primi due episodi sono rimasti ieri nella classifica dei Trending Topic di Twitter per diverse ore. Una storia, quella di Gomorra, diventata famosa grazie alla penna di Roberto Saviano, che nel 2006 pubblicò il romanzo, che ha venduto oltre dieci milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in ben cinquantadue lingue. Il quotidiano statunitense New York Times l'ha inserito nella classifica dei 100 libri più importanti del 2007. Dodici mesi più tardi è uscita, nelle sale cinematografiche, l'ottima pellicola di Matteo Garrone. Infine la serie, partita nel 2014 e sviluppatasi attraverso cinque stagione e ben cinquantotto episodi.

 

 

Al centro della narrazione, il dominio delle piazze di spaccio campane. Un giro di affari semplicemente spaventoso, che consente alla Camorra di dettare legge, indisturbata. I numeri, secondo molteplici stime, si attesterebbero intorno ai sedici miliardi di euro l'anno. Cinque quelli derivanti dalla sola cocaina. Gli aficionados della polvere bianca sono cambiati in modo assai significativo nel corso degli ultimi tre decenni. Negli anni Ottanta, nella Milano da bere del rampantismo craxiano, era assai diffusa tra i cosiddetti colletti bianchi. Anche per le cifre, non esattamente popolari, alle quali veniva venduta. Oggi la situazione è completamente cambiata. La “bamba” resta la droga preferita dall'elite, ma scorre a fiumi anche nelle discoteche italiane. Tra i teenagers. Tagliata, per abbassarne il prezzo, in modo sin troppo disinvolto. Con psicofarmaci, aspirine o, nel peggiore dei casi, anche con la calce, quella, per intendersi, usata dai muratori. Un'incombente emergenza nazionale. Sulla quale la politica fa spallucce e si diletta nello sport nazionale: lo scaricabarile. Salvo poi dividersi e litigare per una serie televisiva di successo.