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Nino D'Angelo, la fuga da Napoli a causa degli "spari in casa". Poi la depressione e il tentativo di suicidio

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Nino D'Angelo è atteso ospite di Verissimo, nella puntata di oggi - sabato 13 novembre 2021 - in cui si racconterà a Silvia Toffanin. Il cantante ha ricordato un periodo non facile quando  ha lasciato Napoli più di trent’anni fa. Una scelta che è stato costretto a fare, perché ha avvertito la brutta sensazione che la sua famiglia fosse in pericolo "Hanno sparato dentro casa mia perché volevano i soldi: è stata un’estorsione, una cosa vomitevole. Più che spaventato, mi sono offeso perché non avevo preso niente a nessuno e ho sempre aiutato chi aveva bisogno”, ha rivelato. L'artista è tornato in libreria con il libro "Il poeta che non sa parlare".

 

 

Non è stato l'unico momento difficile della sua vita e della sua carriera. Infatti nel 1990, dopo la scomparsa dei suoi genitori, Nino entrò in un periodo di depressione. Provò a smettere i panni del cantante che vendeva album, cercando in sé stesso "le emozioni più profonde per scrivere i brani". Da allora, dopo un tentativo di suicidio ("Ho spinto sull’acceleratore..," ha raccontato di quel giorno in autostrada che voleva farla finita) si professa cattolico e si sente legato a san Gennaro. Ha cambiato pure look con un taglio più casual. Nel 1999 pubblica il libro L'ignorante intelligente, un'autobiografia che racconta le sue umili origini. Dal 2006 al 2010, per nomina diretta di Antonio Bassolino, è stato il direttore artistico del Teatro Trianon Viviani di Napoli. Tornerà altre cinque volte a Sanremo, Senza giacca e cravatta la canzone più apprezzata. D'Angelo si è sposato giovanissimo, nel 1979 all'età di 22 anni, con Annamaria Gallo da cui ha avuto due figli (Antonio  e Vincenzo).

 

 

D'Angelo, 64 anni, originario di San Pietro a Patierno, quartiere di Napoli - all'anagrafe Gaetano D'Angelo - è un apprezzato cantautore e compositore, ma anche attore e sceneggiatore. Primo di sei figli, la sua infanzia fu molto difficile: lasciò presto la scuola per lavorare come commesso. La svolta grazie alla partecipazione a Voci Nuove di Napoli, così nel 1976 riuscì a pubblicare il suo primo 45 giri - A storia mia ('O scippo), pubblicato grazie a fondi familiari - che ebbe discreto successo in ambito regionale. Da cantante di matrimoni al vero successo il passo fu breve. Esordì nel cinema (con Mario Merola) e agli inizi degli anni Ottanta spiccò il volo con l'accoppiata disco e film di 'Nu jeans e 'na maglietta. L'album vendette più di un milione di copie, e il film, pur avendo aspettative molto basse, tenne invece testa negli incassi a Flashdance. Da questo momento cominciò il "fenomeno Nino D'Angelo" inconfondibile col suo caschetto biondo, il più famoso in Italia dopo quello di Raffaella Carrà e Caterina Caselli. Nel 1983 pubblica in successione due album che lo proiettano verso il successo nazionale: Sotto 'e stelle e Forza campione. In questo periodo interpretò anche alcuni film che sbancano al botteghino tra cui: La discotecaUno scugnizzo a New York, e Popcorn e patatine. Si aprono le porte anche del piccolo schermo le trasmissioni televisive lo invitano come ospite su diverse reti nazionali da Pippo Baudo a Raffaella Carrà. Nel 1985 raggiunse la Top Ten delle classifiche nazionali con l'album Eccomi qua, che creò le premesse per il suo esordio dell'anno seguente al Festival di Sanremo, dove presentò Vai, dove solo il singolo vendette più di 80mila copie. Divenne l'artista napoletano più conosciuto nel mondo con una serie di concerti all'estero. La canzone Napoli tratta dal film Quel ragazzo della curva B, divenne un inno per i tifosi di calcio napoletani che accompagnò la squadra azzurra negli anni del primo scudetto di Diego Armando Maradona.