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Antonio Mezzancella, da concorrente a vocal coach di Tale e quale show

Il vincitore di due edizioni del programma di Rai1 è perugino e adesso insegna come imitare e cantare

Riccardo Regi
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Dopo aver fatto faville a Tale e quale show, stravinto per bravura e simpatia, ecco che ritroviamo Antonio Mezzancella sempre protagonista di questo amatissimo programma di mamma Rai ma in una veste diversa. Quella di vocal coach. Perugino, 31 anni, oltre 48 mila follower nel suo profilo Instagram ufficiale, è ormai una delle colonne del programma condotto da Carlo Conti.

 


Vocal coach a Tale e quale show. Come ha accolto la “convocazione"?
“E’ arrivata questa estate e all’improvviso. Per me è stata una grande sorpresa e soprattutto è stato difficile
mantenere il segreto fino all’ufficializzazione della cosa”.
In che consiste esattamente il suo ruolo?
“Nel preparare durante tutta la settimana quelli che sono i miei assegnati, ovvero i Gemelli di Guidonia e Pierpaolo Pretelli. In particolare ho il compito di far loro studiare il brano che gli viene assegnato e quindi di infondere un po’ della mia curiosità nell’interpretare i cantanti, nel cercare di consentirgli di fare l’imitazione più aderente possibile. Pertanto, nel frattempo, io stesso studio personaggio e imitazione”.
Ci sono in questa edizione situazioni, ovvero partecipanti, più difficili da educare e, nel caso, perché?
“Come in tutte le edizioni di Tale e quale show ci sono persone più o meno portate ad imitare oppure a cantare. Certamente chi di professione non fa il cantante è più difficile da educare perché c’è da fare un doppio lavoro: insegnare canto e imitazione. Dunque quest’anno, forse, la persona più difficile può essere Alba Parietti perché è già un’artista affermata e quindi può essere meno disponibile a mettersi in gioco rispetto a una ragazzo di vent’anni
che esegue pedissequamente quello che il coach gli dice e consiglia”.
I più naturalmente dotati?
“Sicuramente i Gemelli di Guidonia che già cantavano e già un po’ imitavano. Pertanto, visto che sono stati assegnati a me, ho il compito di rifinire i vari aspetti. Anche l’altro mio ‘assistito’, Pierpaolo Pretelli, è naturalmente portato per le imitazioni. Inoltre è una persona umile, molto tranquilla e quindi quando gli dici di fare una cosa la fa. Fermo
restando che anche lui in settimana arriva a certi livelli mentre poi in puntata gli prende una certa ‘strizza’ e non fa esattamente tutto quello abbiamo provato”.
Due volte vincitore dello show: esperienza da vendere: il consiglio più utile che dà ai concorrenti?
“Quello di buttarsi a capofitto dentro il personaggio per tutta la settimana, nel senso che devi diventare proprio lui e dunque studiare, studiare, studiare, studiare. Questo significa in sostanza analizzare tutte le interviste, osservare gli atteggiamenti che tiene, i suoi movimenti  perché oltre a cantare c’è una parte attoriale da tenere in grande considerazione. Detto questo, come ho già premesso, serve l’umiltà e la disponibilità ad ascoltare i consigli e, dunque, di farsi guidare”.
Che rapporto ha con Carlo Conti?
“Un ottimo rapporto, da professionista a professionista. Devo dire che personalmente ci ho messo un
po’ di anni prima di riuscire ad avere con lui un rapporto più sciolto. Questo anche perché sono un po’ all’antica. Quando si lavora cerco di non essere invadente, nel senso che altri si prendono confidenze, spazi, mentre io cerco di restare sempre al mio posto”.
Lo considera un pregio o un difetto il suo stare sempre al suo posto in questa specifica circostanza?
“Può essere per la sua parte anche un difetto quello di non voler sgomitare per prendersi minuti di visibilità, quello che penso è che Carlo Conti abbia comunque  compreso come sono fatto e da cosa deriva il mio comportamento con lui e in trasmissione”
Salto nel futuro: la Rai le assegna un programma tutto suo. Come lo creerebbe?
“Indubbiamente sarebbe un bel salto. Nel senso che sarebbe molto bello poter avere un programma tutto
mio dove poter cantare, suonare, recitare”.

 

 

Chi vorrebbe, nel caso, portare accanto a sé in questo suo programma?
“Prima di tutto dei professionisti. Dei colleghi che stimo”.
Qualche nome?
“Non li voglio fare ma semplicemente per non dimenticare nessuno. Nel senso che in questi anni ho avuto la possibilità di conoscere persone e professionisti che non soltanto sono brave in quello che fanno ma anche dal punto di vista dei rapporti umani”.
L’imitazione a cui sta lavorando?
“Tutte quelle che sto insegnando ai miei ‘allievi’ di Tale e Quale Show. Questo perché, per fare un lavoro ottimale devo prima imparare io come si fa a interpretare il personaggio, come è meglio renderlo, analizzarlo in tutte le
sue prerogative e sfaccettature”.
Dunque, imita tutti quelli che le competono come vocal coach...
“Certamente: dai Bee Gees ad Achille Lauro, fino a Umberto Tozzi, Gianni Morandi e Enrico Ruggeri, trio che in questo caso comunque già faccio”.
Passione, serietà e dedizione. Era piccolo e già imitava bene. Ora Antonio Mezzancella è meritatamente diventato... un maestro.