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E' Quentin Tarantino show a Che tempo che fa: "Traumatizzato da Bambi, farò solo un altro film"

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E' stato un vero e proprio Quentin Tarantino show, oggi, a Che tempo che fa su Rai 3, nel salotto televisivo di Fabio Fazio. Il cineasta, sfoggiando uno sfavillante paio di stivali da cow-boy, ha parlato a tutto campo, snocciolando molti aneddoti interessanti sulla sua vita privata e professionale. Come il suo primo trauma cinematografico: "Bambi è un film traumatizzante, sono dovuto uscire dal cinema. Se lo avessi saputo che c’erano incendi, caos, morti, sarei stato preparato, invece non lo sapevo, c’era una confusione della miseria" ha raccontato a Fazio. "I Paesi di cui ho visto i film mi fanno sentire più vicino a quel Paese. Il film più brutto del mondo? Parliamo di stranezze, direi un film di Tinto Brass in cui sullo schermo uccidono un maiale nei primi tre minuti. All’inizio facevo film che finiscono nel lavandino della cucina, come si dice noi in America, avevo la sensazione di non riuscire a fare i film che volevo fare", ha aggiunto. "Il primo film di mio figlio Leo è stato ’Cattivissimo me'. Nei primi 25 minuti era assolutamente preso, volevo godermelo insieme a lui. Non so quale dei miei film vedrà per primo, forse Kill Bill", ha chiosato.

 

 

Tanti i ricordi di Quentin legati alla figura di Ennio Morricone: "Per il mio matrimonio mi ha mandato un meraviglioso libro d’arte sulle opere di Michelangelo, lo teniamo in salotto, mia moglie e io lo guardiamo sempre, è uno dei più bei regali che mi abbiano mai fatto, è meraviglioso. Mi dicevano che era un uomo freddo, invece con me aveva un calore umano bellissimo, era un gigante, un grande talento, c’era un grande affetto. Sua moglie Maria è splendida" ha raccontato. E cosa avrebbe fatto se non fosse stato un regista? "Pensavo che sarei finito in prigione, che sarei rimasto coinvolto in qualche reato, niente di grave, ma ci ho pensato. Ho sempre voluto fare il regista e l’attore, poi mi sono reso conto che i film volevo farli io", ha aggiunto. Poi, un aneddoto su Bob Dylan: "Se ho preso a pugni Bob Dylan? È vero. non era un grande lottatore, io andavo in una palestra di sua proprietà, l’istruttore mi disse di fare la controfigura e quando non teneva la posizione giusta gli mollavo un pugno. Era lui che picchiava me, io ogni tanto gliene davo uno" ha scherzato Tarantino. 

 

 

Infine, il regista italo-americano ha confermato le voci di un imminente addio alla professione: "Sì. è vero che voglio fare un decimo film e poi basta. Potrei anche cambiare idea, ma 32 anni mi sembra già una buona carriera, voi dovete stare lì e pensare: ne voglio ancora di più. Invece no, basta, capolinea, fine. Il mio futuro? Dopo ’C’era una volta a Hollywood’, voglio scrivere un libro da critico cinematografico. Potrebbe anche succedere una serie tv, ma prima voglio fare una commedia" ha concluso.