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Venezia 78, Adinolfi contro il Leone d'Oro alla Diwan: "Ennesima propaganda abortista, ormai un cliché"

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Il film L'Evenement sull'aborto ha trionfato al Festival del cinema di Venezia, ma c'è anche chi non è d'accordo. Mario Adinolfi, presidente nazionale del popolo della famiglia, si è scagliato infatti contro la pellicola francese della regista Audrey Diwan: "Il Leone D’Oro a L’Événement è l’ennesima propaganda abortista che ormai subiamo con quotidianità - ha affermato -, per cui sembra che la libertà del nostro mondo occidentale sia la libertà di uccidere i bambini non nati e gli anziani malati o sofferenti con l’eutanasia. Questa è diventata la grande vittoria dell’Occidente".

 

 

Adinolfi ha poi proseguito nel suo commento all'Adnkronos della vittoria alla mostra del Cinema di Venezia del film che difende la legge sull’aborto raccontando la durissima vicenda di una studentessa costretta ad affrontare un pericoloso aborto clandestino nella Francia antiabortista degli anni Sessanta. "Ci pieghiamo a dei cliché - ha aggiunto Adinolfi - siamo obbligati a cercare la regista donna per dare il premio, è il secondo anno consecutivo, e anche questo sta diventando un cliché. E i cliché sono l’opposto dell’arte. Francamente avrei premiato molto più volentieri un inno alla vita come quello di Paolo Sorrentino con E' stata la mano di Dio che davanti a un’esperienza di morte, perché muoiono i suoi genitori, risponde con un grandissimo inno all’esistenza che passa anche attraverso quell’immagine di Maradona". 

 

 

"Per fare arte - ha concluso Adinolfi -, a mio avviso non c’è necessità di essere per forza cupi, anche davanti alla dimensione cruciale della vita e della morte; l’esplosione della dimensione dell’esistenza umana, con tutte le sue evidenti sfumature, deve essere rappresentata come Caravaggio faceva di se stesso condannato a morte. Io ho paura che questa atmosfera cupa che ci stiamo portando dietro, in cui libertà e diritti significano solo aborti ed eutanasia significhi che qualcosa sta andando storto nella nostra riflessione".