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Il toccante ricordo di Emis Killa su suo padre: "Vorrei dirgli 'Pà, ce l'ho fatta per entrambi'"

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Il rapper Emis Killa si è raccontato a tutto tondo nel nuovo programma Mediaset 'Buoni o Cattivi', condotto da Veronica Gentili. Fra i passaggi più toccanti, i ricordi sul padre, scomparso nel 2009 quando ancora l'artista non aveva ancora scalato le classifiche. "Mio padre era bipolare, diagnosticato e visibile. Era già di carattere sensibile di suo, e raramente ho incontrato una persona così intelligente. E se univi al fatto che era disturbato e 'sfasciato' perché era un artista...usciva di casa e mi chiamava magari dieci giorni dopo da psichiatria, tutto impastato, neanche capivo cosa dicesse al telefono" ha ricordato il 32enne.  "Se si parlava di qualcuno che aveva fatto una stupidaggine in paese, era sempre mio padre. Mi vergognavo molto. Ci sono due episodi che ricordo: il primo, veramente assurdo, lui scoppiò un fuoco d'artificio, un razzo di quelli che fanno le luci, in camera da letto mentre io dormivo" ha confessato.

 

 

 

"E poi una volta, da piccolo, ero in classe alle elementari - ha proseguito - e sentivamo dalla finestra il clacson insistente. Io avevo già capito che era lui. Se succedeva qualcosa di inusuale era sempre lui. Poi ha smesso di suonare, io esco e mi dice 'dai vieni ti porto a mangiare qualcosa' e comincia a guidare come un matto, arriva in un vicoletto a 120 all'ora, con la Panda" ha continuato l'artista. "Io gli dico di andare più piano, e lui senza staccare il piede dall'acceleratore mi guarda e fa: 'Pensi che tuo padre non sappia guidare?' e inchioda con il freno a mano fra due macchine parcheggiate". Ma nonostante le bizzarrie, il rapper ha confessato di aver sempre avuto un rapporto molto buono con l'uomo: "Non gli ho mai voluto male, perché mi ha amato talmente tanto, e lo ha manifestato...Mi dispiace che non mi abbia visto esplodere, lo avrei portato sul palco con me e ci saremmo divertiti da morire. Tramite me sarebbe diventato famoso, mi dispiace non avergli potuto dire 'Pà, ci ho pensato io per tutti e due', o fargli vedere che ho comprato una bella casa con la piscina quando noi andavamo in piscina comunale, a volte, se eravamo squattrinati, addirittura scavalcavamo..."

 

 

Un passaggio anche sulle esperienze di Emis Killa con la droga: "E' stata una parentesi stupida della mia adolescenza. Erano quei tempi in cui se non facevi una cosa eri stupido, e quindi facevo cose anche contro la mia indole. Una volta mi ricordo che andavamo sempre a Verona a ballare, affittavamo un pullman per andare, e una sera ho visto un amico cadere di faccia, grigio. Ho sempre avuto  il terrore di ridurmi così". A tenere tutto sommato la barra a dritta, dunque, è stata "più l'ipocondria che il senso di responsabilità", anche perché "se da genitore hai responsabilità per i figli, i figli ce l'hanno meno per i genitori. Loro si preoccupano per te, ma tu non ti preoccupi nei loro confronti". E ora che ha una bambina piccola, Emis Killa lo sa bene.