Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Raffaella Carrà, "dette falsità. C'è chi ha usato la sua morte per mettersi in mostra". Le accuse di Angelo Perrone: nomi e cognomi

  • a
  • a
  • a

Raffaella Carrà - scomparsa martedì all'età di 78 anni - non avrebbe voluto questo clamore intorno alla sua morte e, soprattutto, avrebbe detestato le passerelle mediatiche di colleghi che non la conoscevano davvero. Parola di Angelo Perrone, press agent e grande amico dell’artista, che le fece anche da ufficio stampa. Qualcuno ha detto falsità su Carrà, altri hanno speculato sulla sua morte. Un'accusa durissima con tanto di nomi e cognomi.

 

 

"Da giorni vedo e sento cose inesatte sul suo conto. Parlano persone che l’hanno conosciuta lontanamente o che non l’hanno conosciuta proprio. Non le farebbe piacere. E poi sento falsità. Come chi dice, come Giancarlo Magalli, che accettò Pronto, Raffaella? perché era in un momento di affanno della sua carriera: ma se veniva dal successo di Fantastico 3! E poi quello viene sempre ricordato come 'il programma dei fagioli’, ma per lei segnò il passaggio dal sabato sera al mezzogiorno e la sua nuova veste di intervistatrice con ospiti importanti come Pertini e Madre Teresa di Calcutta. Credo le avrebbe fatto più piacere che lo citassero per questo" ha svelato Perrone in un'intervista concessa all'agenzia LaPresse. Poi, una stoccata a Pippo Baudo: "Dice che il suo rammarico è non aver lavorato con lei, ma lei non lo avrebbe mai voluto per rispetto per Corrado. Non avrebbe mai lavorato con lui. Ricordo che prima del Sanremo del 2001 Baudo scrisse una lettera sul Corriere dandole i 10 comandamenti per condurre il Festival. Lei si dispiacque, ma non replicò. Era il suo modo".

 

 

Quel che più infastidisce Perrone è "il pellegrinaggio degli ospiti di trasmissioni parlano a vanvera per farsi vedere, lei avrebbe detestato queste celebrazioni. Non le piaceva questo ambiente". Nel mondo dello spettacolo, sottolinea Perrone, gli amici veri della Carrà si contavano sulle dita di una mano. Certo gli ex compagni Gianni Boncompagni e Sergio Japino, l'uomo che ha dato il triste annuncio all'Italia. E poi, nel tempo, cantanti come Antonello Venditti Renato Zero. "Ho apprezzato il silenzio di Mina e Loretta Goggi" ha aggiunto Perrone. Oltre a queste celebrazioni, quale sarebbe il modo giusto per ricordarla? "Io mi aspetto che il direttore di Rai1 Stefano Coletta, che è sensibile e intelligente, dopo aver mandato in onda delle belle repliche ora si inventi una prima serata dedicata a lei. Poi, sempre da parte della Rai, mi piacerebbe le intitolassero la sede di via Teulada, è un’idea che abbiamo avuto insieme io e Cristiano Malgioglio".