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Serena Mollicone, nel processo si rivive la tragedia: il video del corpo ritrovato. La storia su Nove

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Il processo per l'omicidio di Serena Mollicone. Ascoltato il primo testimone che trovò il corpo della ventenne il 3 giugno 2001. Sono trascorsi ormai quasi venti anni e in cinque sono alla sbarra a vario titolo. E' stato Gabriele Tersigni che vide Serena senza vita e davanti ai giudici ha sostenuto che gli fu subito chiaro che non era stata uccisa in quel posto. Del caso se ne occuperà stasera in tv Nove, a partire dalle ore 21.30. I misteri di Arce, chi ha ucciso Serana, il titolo della puntata in cui viene ricostruito cosa accadde nel 2001. 

Il corpo della diciottenne fu ritrovato in provincia di Frosinone. Era scomparsa due giorni prima. Nove ripercorre la storia per la quale nel frattempo si sta celebrando il processo. Nell'aula della corte d'Assise, allestita all'Università di Cassino, sono alla sbarra l'ex maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna, accusati di omicidio e occultamento di cadavere, oltre a due ex militari. Durante il processo è stato proiettato il video del ritrovamento che fu girato dagli stessi carabinieri. "Abbiamo sofferto tanto in questi anni, sopportiamo anche il dover rivedere queste immagini purché aiutino a far emergere la verità", ha sottolineato lo zio della ragazza, Antonio Mollicone

Al processo ha testimoniato l'allora comandate della stazione dei carabinieri di Fontana Liri, Gabriele Tersigni, ora pensionato. Fu il primo ad arrivare sul posto quando i volontari della Protezione civile trovarono il corpo. E in aula è stato molto diretto: "Mi fu subito chiaro che Serena non era stata uccisa lì. Le caviglie così strette mi sembrarono un eccesso, una messa in scena". E ha aggiunto che si facevano tante ipotesi inverosimili: dal satanismo al suicido. Quando andò da Mottola proponendo di indagare nella cerchia dei conoscenti, si trovò davanti un militare nettamente indignato: "Che cosa vuoi dire con questo?”, mi rispose". E la testimonianza della donna che l'1 giugno vide Serena nella Y10 bianca di Marco Mottola, fu trasformata nella generica segnalazioni di una Lancia Y, diversa per forma e modello. Nove ricostruisce la storia nella trasmissione di questa sera, mentre il processo va avanti. Il 28 maggio nuova udienza. A processo oltre a Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna, ci sono anche Vincenzo Quatrale, allora luogotenente, e l'appuntato dei carabiniere Francesco Suprano.