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Santoro, nostalgia dei duelli con Berlusconi: "Non la rivedrete più questa televisione" | Video

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Michele Santoro ospite lunedì 10 maggio a Quarta Repubblica, il talk show di attualità politica in onda su Rete4 condotto da Nicola Porro. Durante la trasmissione il conduttore ha fatto mandare in onda uno spezzone di Servizio Pubblico, datato 2013, in cui va in scena un clamoroso scontro tra Silvio Berlusconi e lo stesso Santoro, poi culminato nella celeberrima spolverata del Cavaliere sulla poltroncina in cui era seduto Marco Travaglio. "Questa televisione, comunque la pensiate, non la rivedete più", ha affermato con orgoglio Santoro. Che ha poi proseguito: "Quella scena di disprezzo per il suo interlocutore pensavo che fosse la fine di Berlusconi, invece gli ha regalato la simpatia dei suoi sostenitori", ha spiegato. "La violenza di Stato è scritta nella Dna della nostra Repubblica. Questo Paese dopo il crollo del muro - ha aggiunto Santoro - aveva la possibilità di liberarsi e Berlusconi ha colto questa possibilità, ha avuto un'intelligenza tattica che gli altri non hanno avuto".

 

 

Santoro ha poi proseguito: "La statura di Berlusconi è fuori discussione, ma anche i suoi giganteschi conflitti di interesse. Quella televisione non la vedremo più perché i protagonisti sono tutti più piccoli, tranne Draghi", ha sottolineato. In studio anche Alessandro Sallusti, che non ha risparmiato alcune frecciate all'ospite: "Nelle tue trasmissioni è nata la cultura del sospetto, il giustizialismo e anche l'odio", ha detto rivolgendosi a Santoro.

 

 

Sallusti che ha quindi continuato: "Tu eri talmente divisivo che il giorno dopo la tua trasmissione - ha affermato - la gente comprava i giornali di destra per leggere le nostre critiche". "Comunque la pensiate non la rivedrete più questa televisione - ha ribadito Santoro - Con Berlusconi c'era lui che combatteva in campo e c'eravamo noi che contrastavamo Berlusconi, finito questo dualismo non c'è stato più niente", la conclusione dell'ex conduttore di Servizio Pubblico e Samarcanda.