Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Atlantide, la casa delle stragi e la mafia: il rapporto con pezzi dello Stato

  • a
  • a
  • a

La casa delle stragi. E' questo il titolo della puntata di Atlantidestasera in tv, mercoledì 5 maggio su La7. Inizio alle ore 21.15 per l'ennesimo appuntamento con le storie di uomini e di mondi, raccontate da Andrea Purgatori e dai suoi importanti e autorevoli ospiti. Il programma di oggi è dedicato alla drammatica e sanguinosa storia della mafia, ai rapporti con una parte dello stadio e ad una abitazione di Palermo che fu a lungo il baricentro dell'azione organizzativa di Cosa Nostra. Sono annunciati documentari, dibattiti con ospiti e testimonianze inedite per cercare di fare luce su uno dei periodi più oscuri e imbarazzanti della storia italiana.

Dopo lo speciale dei giorni scorsi condotto da Enrico Mentana e focalizzato sempre sulla mafia, partendo dal libro appena pubblicato da Michele Santoro, Purgatori torna alla guida di Atlantide e dedica la puntata al racconto di un retroscena inquietante relativo alla stagione delle stragi mafiose che mise a ferro e fuoco tutta l’Italia e la Sicilia in particolare, per diversi anni. I delitti firmati da Cosa Nostra sono stati tutti organizzati in un posto di Palermo. In quell’anonima abitazione si sono riuniti per almeno due decenni i maggiori boss per decidere le stragi e gli omicidi più eccellenti che hanno insanguinato Palermo: da Falcone a Borsellino, da Chinnici a Dalla Chiesa. Ed è la stessa abitazione dove uomini non fedeli alle istituzioni, incontravano i vertici di Cosa Nostra

La puntata di questa sera non solo svela l'abitazione, ma ripercorre gli anni e i delitti che hanno segnato un momento drammatico del Paese. Vengono mostrati documenti d'epoca e ascoltate testimonianze dirette per cercare di far chiarezza su quella parte dello Stato che ha pensato addirittura di scendere a patti con Cosa Nostra. Oltre a Purgatori, in studio o collegati i magistrati Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato e Gianfranco Donadio; i giornalisti Lirio Abbate e Saverio Lodato; Vincenzo Agostino, padre di Antonino, agente ucciso dalla mafia; l’avvocato Andrea Piazza, fratello di Emanuele, ucciso da Cosa Nostra nel 1990. Voci non solo importanti ma particolarmente autorevoli e preparate su un tema che ha necessità di essere discusso e chiarito ancora molto a lungo.