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Domenica Live, "Alberto di Monaco padre di mia figlia". Donna chiede al principe il test del Dna

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Il caso arriva in tv, nel pomeriggio di oggi, 2 maggio, su Canale 5 a Domenica Live, quando una donna in tv dice che "Il padre di mia figlia è Alberto di Monaco".

Si tratta di una trentaseienne brasiliana, affiancata in studio dall'avvocato, la quale racconta a Barbara D’Urso la sua storia d'amore con il principe: "Ci siamo conosciuti in Brasile. Io lavoravo in un locale a Copacabana. Siamo usciti una volta, poi lui doveva andare a New York, dopo è tornato, abbiamo fatto un viaggio, che è durato più di due settimane".

 

 

 

La donna poi racconta dei dettagli. "Lui mi diceva che si chiamava Erik, era un avvocato del Canada, un avvocato diplomatico. Nessuno lo fermava - afferma la donna - Giravamo da soli, con una macchina che aveva in affitto, guidava lui come una persona normale."

Dopo Monaco, i due sono tornati a Milano, poi sono andati in Russia, dove sono stati 4/5 giorni. Poi lui a questo punto sarebbe tornato negli Usa, mentre la ragazza è andata in Brasile.

"Abbiamo continuato a sentirci fino a quando gli ho detto che ero incinta, poi lui è scomparso - afferma lei- Mi sono accorta di essere incinta al ciclo successivo. La nostra era una relazione. Gli ho detto che ero incinta, lui ha detto che non lo voleva e io ho detto: lo tengo. Lui è sparito, per me è stato duro. Io ho lavorato fino all’ultima notte. Ho lavorato nel locale, ho fatto la doccia e sono andata a partorire".

 

 

 

"Quando lei aveva tre mesi, io volevo trovare un altro lavoro per darle qualcosa di meglio. Ho conosciuto una persona e sono andata a lavorare e a vivere a Torino. Ho lasciato la bimba a mia madre. Sono stata un anno a Torino. Lui mi ha contattata una volta per sapere se avessi avuto la bambina e che potevo portarla, avrebbe voluto conoscerla. Io ho sofferto molto."

Dopo anni, la donna ha  sposato un uomo italiano e vive qui, in Italia, dal 2019. Qui, per caso, h scoperto che quell’uomo era il principe Alberto.  Si è rivolta a un avvocato. Dopo un contatto riservato con la segreteria, è stato avviato l’iter giudiziario per il test del Dna.  "Faccia il test, non per me, per la figlia. Io sono contenta, non ho bisogno di niente. Mia figlia è lui, gli somiglia", dice la donna.