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Oscar, trionfa Chloè Zhao con Nomadland: Laura Pausini e Garrone i grandi sconfitti

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Tre Oscar su sei nomination. Ai 93esimi Oscar Nomadland vince come Miglior film, Miglior regia (Chloé Zhao) e Migliore attrice (Frances McDormand). Record per la regista Chloé Zhao: è la prima donna di colore, la prima donna cinese, la seconda donna - dopo la Kathryn Bigelow di The Hurt Locker nel 2010 - a laurearsi Best Director.

 

 

Nomadland corona così il cursus honorum iniziato con il Leone d’oro alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2020: per la Laguna, dopo la parentesi Parasite a favore di Cannes l’anno scorso, la riconferma di essere trampolino privilegiato per l’award season hollywoodiana, sebbene in una stagione così idiosincratica a causa della pandemia. Nomadland segna agli Academy Awards un triplete dopo il bis ai Golden Globes (film drammatico e regia). Frances McDormand incassa il suo terzo Oscar da protagonista, nonché quello da produttrice al pari della stessa Zhao.

 

 

Laura Pausini invece è la grande delusa della Notte degli Oscar 2021: il suo brano Io sì/Seen, colonna sonora del film La vita davanti a sé di Edoardo Ponti con Sophia Loren, si è dovuto inchinare di fronte a Fight For You, della 24enne H.E.R., incoronata come miglior canzone originale per il film Judas and the Black Messiah. La Pausini, che era in lizza con il brano scritto dalla cantautrice Diane Warren con le parole dell’artista italiano Niccolò Agliardi, si era esibita nel preshow registrato accompagnata al piano proprio da Diane Warren, alla sua dodicesima nomination agli Oscar. L’artista di Solarolo arrivava alla competizione da grande favorita, dopo la vittoria di qualche settimana fa ai Golden Globe. Ma la Pausini non è l’unica italiana grande sconfitta della notte più lunga del cinema mondiale. Anche Pinocchio di Matteo Garrone ha perso l’occasione di far brillare le nostre maestranze con la ciliegina dell’ambita statuetta sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles. Candidato a due nomination tecniche, quella per il trucco e acconciatura (Dalia Colli e Mark Coulier) e quella per i costumi (Massimo Cantini Parrini), il film ha dovuto cedere entrambi i premi a Ma Rainey’s Black Bottom.