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Settestorie, il ritiro dall'Afghanistan e le conseguenze nel mondo della droga

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In seconda serata in televisione, oggi lunedì 19 aprile, nuovo appuntamento con Settestorie. E' il programma di approfondimento e riflessione che viene condotto dalla giornalista Monica Maggioni, inizio alle ore 23.25 sulla rete ammiraglia della televisione di Stato, Rai 1. All'inizio della puntata, al centro dell'attenzione ci sarà quella che viene ormai chiamata la "guerra infinita", si tratta del caso Afghanistan. La guerra è iniziata dagli americani ben venti anni fa, dopo l'attacco alle Torri Gemelle, ma ora sembra arrivata al tramonto. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha annunciato che entro il prossimo 11 settembre, tutti gli americani lasceranno Kabul e il resto del Paese.

In contemporanea se ne andranno dall'Afghanistan anche i militari degli stati appartenenti alla Nato, tra cui naturalmente anche gli uomini italiani che si sono fortemente impegnati nella missione, anche nelle fasi più drammatiche. Settestorie cercherà di capire cosa può accadere dopo il ritiro dei Paesi della Nato. Il territorio tornerà di nuovo in mano ai talebani? Le donne afgane saranno costrette a vivere un drammatico ritorno al passato perdendo qualsiasi tipo di libertà? Chi controllerà il mercato del più grande business locale, che è quello della droga? E il ritiro dei militari farà inevitabilmente aumentare il consumo delle sostanze stupefacenti anche in Italia a causa di un mancato controllo sul territorio della produzione?

Il tema dell'eroina sarà al centro della seconda parte del programma condotto da Monica Maggioni. Un viaggio tra l'emarginazione e la disperazione in Italia che vive chi si buca. Ancora una volta, dunque, Settestorie affronta temi particolarmente complessi e che non sono soltanto di interesse nazionale. Il caso Afghanistan, infatti, continua a coinvolgere decine di Paesi del mondo, a iniziare dagli Stati Uniti, considerati superpotenza mondiale. Ma lo stesso discorso vale per il mercato e il consumo delle sostanze stupefacenti che negli ultimi decenni non è affatto crollato.