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I Camaleonti, dall'addio di Riki Maiocchi al leader Tonino Cripezzi: il legame con Teocoli | Video

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I Camaleonti sono una delle band più longeve nella storia della musica italiana, che hanno raggiunto il loro apice tra gli anni Sessanta e Settanta. Hanno rappresentato l'esempio più fulgido di beat generation facendo letteralmente la storia con brani indimenticabili: tra questi c'è senza dubbio Eternità. Qui la riproposizione del brano in video.

 

 

Nato nel 1963 da un’idea del chitarrista Riki Maiocchi, il gruppo fin da subito sceglierà appunto di seguire il genere beat, nato poco prima in Inghilterra e rapidamente esploso in tutto il mondo. Nel 1965 il gruppo si è specializzato nel confezionare ed eseguire cover in lingua italiana di brani celebri, frutto di un’abile ricerca nelle classifiche inglesi e americane e decide di partecipare al primo Raduno Beat di Milano. Da qui la svolta, I Camaleonti saranno notati dallo storico paroliere di Adriano Celentano, Miki Del Prete e raggiungono ben presto il successo. Chiedi Chiedi e Sha la la la la, quest'ultimo brano addirittura nel 1966 vende 40.000 copie, presto bissato da Portami tante rose, rifacimento della celebre canzone di epoca fascista, che arriva all’11esimo posto in hit parade. E poi ancora Applausi, Io per lei e L'ora dell'amore.

 

 

Il gruppo inoltre è sopravvissuto ai vari cambiamenti: Riki Maiocchi ha deciso successivamente di lasciare il gruppo per proseguire come solista, e della formazione originale sono rimasti il giovane tastierista Tonino Cripezzi, il chitarrista Gerry Manzoli, il batterista Paolo de Ceglie (morto nel 2004 proprio come il fondatore Maiocchi) e il bassista Livio Macchia, a cui si aggiungeranno negli anni diversi altri componenti. Attualmente l'attuale formazione è composta dai veterani Cripezzi e Macchia, oltre al chitarrista Valerio Veronese, al tastierista Massimo Brunetti e al batterista Massimo Di Rocco. Tra le curiosità sul conto della band, c'è da segnalare come tra le primissime formazioni ci fosse anche un giovanissimo Teo Teocoli, che ha poi intrapreso un'altra strada.