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Serafino, il film con il giovane Adriano Celentano girato nei paesi colpiti dal terremoto

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E' un film entrato nella storia. Non solo quella del cinema, ma anche di Adriano Celentano che quell'anno, il 1968, era un trentenne emergente della musica e del grande schermo. Serafino (stasera sabato 27 marzo su Rete 4 dalle ore 21.25) è una pellicola che tutte le volte che viene proposta ottiene un ottimo risultato di telespettatori. Un classico, tra l'altro girato soprattutto in una zona particolare come il territorio di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Celentano interpreta Serafino che è un pastore del gregge dello zio Agenore (Saro Urzì). Amante della cugina Lidia (Ottavia Piccolo), si innamora pure di Asmara (Francesca Romana Coluzzi), una prostituta mamma di quattro bambini. Ma quando muore la zia Gesuina, Serafino eredita le sue ricchezze e appena lo zio lo scopre con la figlia Lidia, lo obbliga ad accettare le nozze.

Una volta giunto in chiesa, Serafino dice "sì" diverse volte, ma sbaglia sempre davanti al prete e alla fine sposerà Asmara, con cui darà vita ad una nuova famiglia, adatta al suo spirito indipendente e molto scanzonato. Un film molto particolare, in un periodo storico in cui dal punto di vista sociale l'Italia stava cambiando molto. Quando fu proposto nei cinema venne vietato ai minori di 14 anni. Ebbe un grande successo e il regista, il maestro Pietro Germi, fu premiato con il Golden Prize al Festival di Mosca del 1969.

Importante il cast. Non solo l'allora già affermato Adriano Celentano, ma anche la giovanissima Ottavia Piccolo, Saro Urzì, Francesca Romana Coluzzi, Luciana Turina, Gino Santercole e la nonnina del vecchio spot Lavazza, Nerina Montagnani. Molte delle riprese sono state effettuate nel territorio comunale di Arquata del Tronto, in particolare nelle frazioni di Spelonga e Capodacqua, quest'ultima completamente rasa al suolo dal terremoto del 2016. Nella scena finale del film, invece, panoramiche con il monte Vettore, l'anello dei Sibillini, la Piana di Castelluccio, tra le province di Perugia, Ascoli Piceno e Macerata. Altre scene furono girate ad Amatrice, come ad esempio il servizio militare di Serafino e la caciotta da consegnare all'avvocato sotto al porticato del Comune, un porticato che non esiste più.