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Non è l'Arena, Fabrizio Corona drammatica lettera: "Sangue ovunque, come un cannibale"

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Nel corso della puntata di Non è l'Arena di domenica sera, 21 marzo, Massimo Giletti ha letto una lettera inviata da Fabrizio Corona, di nuovo arrestato. Corona è ricoverato nel reparto psichiatrico dell'ospedale Niguarda di Milano perché nel corso dell'arresto ha cercato di resistere agli agenti. Inoltre è stato protagonista di gesti autolesionisti. Si è ferito e per immobilizzarlo sono serviti diversi agenti. La lettera che ha inviato a Giletti conferma che si tratta di una persona che sta affrontando una difficile e complessa fase sia dal punto di vista fisico che psicologico. 

 

 

 

 

 

 

"Ho chiesto di poter andare in bagno a fumare, sono controllato a vista da tre agenti della polizia penitenziaria, mi metto a fumare sul water a torso nudo e vedo sul mio braccio la ferita che mi sono fatto il giorno prima, due punti di satura pugnalandomi con una penna bic". Parole che descrivono una situazione particolarmente complessa e drammatica: "Mi avvicino con la bocca alla ferita, tiro i punti, si rompono, schizza il sangue ovunque, faccia, bocca, braccia, occhi, petto. Il sapore amaro mi piace, sono convinto che nella ferita ci siano i pezzi di vetro dell'ambulanza rotta e come un cannibale mordo tutto, pelle, fili, carne, tatuaggi, pezzettini di vetro. Sono incontenibile, non ho più freni".

Corona descrive anche l'accesso diretto degli infermieri nella sua stanza: "C'è chi urla, chi piange, chi mi abbraccia, io sono impassibile. Sono uno psicopatico in un ospedale pischiatrico. Massimo, io qui non posso uscire. Non mangio da 9 giorni, bevo mezzo bicchiere d'acqua, mi sono rasato di nuovo a zero, nel mio gergo significa l'inizio della guerra. Ho una rabbia irrefrenabile, quando mi sono tagliato il braccio maciullandolo non ho provato dolore. Non mi interessava il rischio della morte, sono pronto a morire per i miei diritti. Massimo lo deve sapere: nulla era premeditato". Una situazione drammatica al punto da spingere molti a temere per la vita dell'ex fotoreporter.