Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

MasterChef Italia 10, il menù di Monir Eddardary se fosse arrivato in finale: c'è un pizzico di Bevagna

Nicola Uras
  • a
  • a
  • a

Non ha vinto, ha concluso la decima edizione di MasterChef Italia al quarto posto, ma Monir Eddardary si conferma il vincitore morale del talent culinario di Sky. Il ragazzone nato a Foligno, residente a Bevagna ma originario del Marocco, 29 anni, in queste settimane è diventato un grande protagonista anche nei social. Il suo profilo Instagram sta lievitando - vanta quasi 170mila followers - e lui ama chiacchierare ed interagire con tutti. Così proprio su Instagram ha deciso far conoscere a tutti quello che sarebbe stato il suo menù nel caso avesse centrato la finale del talent culinario.

 

 

Un menù che racchiude un po' tutta la sua vita e le sue esperienza. Il titolo dice tutto: "Un viaggio inaspettato" riferimento alla sua vita avventurosa e alla grande esperienza vissuta, appunto come un viaggio, a MasterChef. Il primo piatto, l'antipasto, sarebbe stato un couscous speziato alla marocchina con verdure croccanti, gamberi di Mazara e corallo di menta. In ricordo delle tradizioni della terra d'origine dei suoi genitori, mantenute anche in Italia. Per il secondo piatto, un primo, aveva ideato dei cappellacci di curcuma ripieni di ragù umbro di lumache, serviti con un brodo di lumache piccane ispirato allo street food marocchino. In questo caso un intreccio tra Marocco e Umbria, con le tecniche imparate a MasterChef, con un riferimento esplicito alla frazione bevanate "di Cantalupo dove abbiamo abitato per alcuni anni e c'era la sagra della lumaca". 

 

 

Il terzo piatto, un secondo, è un salto in Australia: filetto di canguro con maionese di patate dolci, accompagnato da verdure agrodolci, fondo bruno e finger limes. Infine il quarto piatto, un dolce, chiamato "il bevanato": un disco di pan di Spagna bagnato di anice alla base con sopra tre sfere di yogurt alla menta coperto da mezza sfera di cioccolato bianco, con salsa bollente di cioccolato fondente e crema di datteri. Un dolce in onore del paese che lo ha accolto, dove abitano tutti i suoi amici, ispirato ai biscotti di anice che si fanno a Bevagna per festeggiare San Niccolò. Chissà che non possa comunque realizzarlo questo menù.