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Giovanna Botteri, l'amore per la figlia Sarah e la carriera da inviata in giro per il mondo

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Giovanna Botteri è la co-conduttrice della finale del Festival di Sanremo 2021, stasera sabato 6 marzo. La giornalista, 63 anni, triestina, è molto attesa dopo essere diventato anche un personaggio mediatico dopo la polemica - ormai di un anno fa -  e il caso di body shaming del tg satirico Striscia la Notizia. "Quando le mie amiche e le colleghe hanno saputo che sarei andata a Sanremo hanno pensato: è la rivincita delle nerd! Se ci è riuscita lei può riuscirci chiunque. E tutti a chiedersi cosa avrei fatto: avrei messo i tacchi? Mi sarei strafatta di botox?" ha detto tra il serio e il faceto durante la conferenza stampa a qualche ora dalla diretta. "Sicuramente non farò grandi discorsi nè appelli e non canterò perch sono stonatissima. Ballare? Per il tango possiamo parlarne" ha dichiarato.

 

 

Figlia del giornalista Guido Botteri, ex direttore della sede Rai Friuli-Venezia Giulia, e di madre montenegrina, parla, correttamente, anche l'inglese e il francese, oltre che il montenegrino. Si laurea in filosofia con il massimo dei voti all'Università degli Studi di Trieste, ottenendo poi un dottorato in storia del cinema alla Sorbona di Parigi.

 

Dopo aver collaborato con i giornali Il Piccolo e l'Alto Adige, nel 1985 inizia a lavorare per la Rai di Trieste, prima alla radio e poi alla televisione. Diventa collaboratrice di Michele Santoro per il programma Samarcanda e nel dicembre 1988 entra nella redazione esteri del TG3. Professionista dal 1990,  come inviata speciale ha seguito nel 1991 il crollo dell'Unione Sovietica e l'inizio della guerra d'indipendenza in Croazia, dal 1992 al 1996 la guerra in Bosnia e l'assedio a Sarajevo dove, assieme a Miran Hrovatin, ha filmato l'incendio della Biblioteca Nazionale, la strage del pane, il massacro di Markale e quello di Srebrenica. È stata in Algeria, Sudafrica, Iran e Albania, dove ha seguito la ribellione a Valona nel 1997, per poi documentare la guerra in Kosovo ed entrare a Peć assieme all'esercito italiano nel 1999. Dopo aver seguito il G8 di Genova nel 2001, è stata in Afghanistan fino al rovesciamento del regime talebano e, come inviata di TG2 e TG3, in Iraq prima e durante la seconda guerra del golfo. Nell'ottobre 2002 ha seguito le ispezioni Onu alle prigioni e, assieme a Guido Cravero, ha filmato in esclusiva mondiale sia l'inizio dei bombardamenti su Baghdad il 20 marzo 2003, sia l'arrivo dei carri armati statunitensi il 9 aprile. Dal 2004 al 2006 ha condotto l'edizione delle 19 del TG3 e dal 2007 al 2019 è stata corrispondente dagli Stati Uniti. Dal primo agosto 2019 è corrispondente Rai in Cina occupandosi anche della pandemia Covid. Vita privata: ha una figlia, Sarah Ginevra, nata dalla relazione con Lanfranco Pace, scrittore e giornalista britannico naturalizzato italiano dal quale si è poi separata. "L’ho tirata su da sola e abbiamo avuto anche momenti difficilia ma è venuta su bene" ha dichiarato di recente Botteri a proposito della figlia.