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MasterChef Italia 10, quarto posto per Monir: saluto commovente sull'integrazione. Vince Aquila

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Il lieto fine non c'è stato ma il percorso è stato ugualmente fantastico e sorprendente. Monir Eddardary, il ragazzone di Bevagna che ha fatto sognare l'Umbria ma un po' tutta Italia, ha chiuso al quarto posto MasterChef Italia 10. Ma per tanti è il vincitore morale del talent culinario di Sky.

 

 

Monir, 29 anni, disoccupato di origini marocchine, è stato eliminato nel corso del primo episodio della serata finale. Fatale lo skill test che ha visto protagonisti, oltre ai tre storici giudici Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e Bruno Barbieri, anche lo chef Chicco Cerea, tre stelle Michelin con il ristorante ''da Vittorio'' a Brusaporto (Bergamo), e lo chef numero uno al mondo nella classifica ''50 Best Restaurants'', Mauro Colagreco, tre stelle Michelin con il suo ''Mirazur'' a Mentone. Monir ha perso i primi due test e si è giocato tutto - contro Antonio - nell'ultimo in cui gli è stata affidata una rosa di pesce crudo agli agrumi in brodo di agrumi, preparata con tre tipi di gelatine diverse, dello chef Colagreco. "Monir sei il più popolare, hai affrontato il tuo percorso come uno dei tuoi tanti viaggi, ma tutti i viaggi sono destinati a finire, e il tuo finisce oggi" ha detto chef Locatelli annunciando l'eliminazione del concorrente umbro. Toccante il commiato di Monir: "Sono entrato consapevole che sarei stato me stesso a 360°, grazie a tutti i giudici, spero di aver trasmesso il vero senso di integrazione pulita, buono mai a contrastare o sovrastare la cultura italiana, ma andrà solo ad arricchirla per renderla più speciale". "La cucina non ha frontiere" è stata la risposta di Cannavacciuolo, commosso.

 

 

Alla fine ha vinto Francesco Aquila, 34 anni maître e docente di sala, pugliese, (anche se vive a Bellaria-Igea Marina). ”Torno da mia figlia vincitore. È una soddisfazione grandissima. È la finestra sul mio futuro” dice felice di gioia e festeggiato da Monir, suo grande amico, replicando l'esultanza del ragazzo umbro alla Drogba. Sul podio anche Irene Volpe e Antonio Colasanto. Irene ha stravolto tutte le regole, portando quattro portate indipendenti, che non seguivano la divisione classica di antipasto, primo, secondo e dolce. Antonio ha scelto i piatti della tradizione, di casa (il secondo, un piccione a bassa cottura, dedicato alla nonna). Aquila invece ha puntato tutto sull’innovazione: scelta vincente.