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Achille Lauro piange lacrime di sangue alla prima esibizione all'Ariston con "Solo noi" | Video

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Achille Lauro irrompe nella prima serata del Festival di Sanremo 2021. "Esistere è essere. Essere è diritto di ognuno. Dio benedica chi è". Il glam rock di Achille Lauro che arriva a mezzanotte del 2 marzo 2021 sul palco dell’Ariston. L’istrionico artista romano, vestito di piume e protagonista del primo dei ’quadri' delle cinque serate, dopo aver cantato ’Solo noi', ha offerto al pubblico un monologo eloquente. "Sono un volto coperto dal trucco. La lacrima che lo rovina. Il velo di mistero sulla vita. Sono la solitudine nascosta in un costume da palcoscenico. Sessualmente tutto. Genericamente niente", ha detto Lauro. E ancora: "Esagerazione, teatralità, disinibizione. Lusso e decadenza. Peccato e peccatore. Grazia e benedizione. Un brano che diventa nudità. Sono gli artisti che si spogliano, E lasciano che chiunque possa spiare nelle loro camere da letto e in tutte le stanze della psiche". 

 

 

"Solo noi" è il suo singolo di successo, che a Sanremo è stato anticipato da una Lettera del mondo all'umanità che ha racchiuso tutto il dolore dell'uomo che fatica a sopravvivere in un mondo senza amore, senza empatia, senza alcun desiderio di inclusione. Un uomo che è "sessualmente tutto, genericamente niente", che rigetta le definizioni e grida la sua voglia di essere, un diritto inalienabile dell'uomo. Lacrime di sangue in tv con Achille Lauro. Alla ribalta sul mondo web arriva in queste ore la Madonnina di Civitavecchia. una statua del rispettivo comune che dal 2 febbraio al 15 marzo 1995 avrebbe per quattordici volte stillato lacrime di sangue. Dopo vari esami si apprese che la Madonnina aveva lacrimato liquido corrispondente a sangue umano di tipo maschile.

 

 

Ma rispetto a questa "prima lacrimazione", una perizia tecnica istituita poi dal sostituto procuratore Antonio La Rosa dimostrò che, "tenendo conto dei parametri di viscosità e fluidodinamica del sangue, della porosità e delle irregolarità superficiali della statua di gesso, le tracce ematiche non presentavano reali caratteristiche di scivolamento/gocciolamento, come avverrebbe in caso di lacrimazione, ma, bensì, i segni di un probabile artefatto, ovvero le tracce ematiche sarebbero state depositate sulla superficie della statuina per mezzo di una siringa o di un contagocce". Monsignor Grillo avvalorò la tesi del miracolo e spiegò che il significato delle lacrime insanguinate della Madonna a Civitavecchia era invece riconducibile a un invito alla conversione e alla penitenza, nonché a un richiamo per "i gravi disordini morali esistenti nel mondo, per la persistente visione ateistica imperante anche dopo la caduta del comunismo, ed infine per gli sbandamenti esistenti tuttora in seno alla Chiesa".