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Atlantide, su La7 la storia del re della camorra Raffaele Cutolo e il film su Giancarlo Siani, Fortapàsc

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Nuovo appuntamento con Atlantide su La7 per questa sera, mercoledì 24 febbraio. L'appuntamento è in prima serata. La vita sanguinosa del re di camorra, Raffaele Cutolo, che attraversa alcuni dei misteri più oscuri della Repubblica, dal terremoto dell’Irpinia, al delitto Moro, al sequestro di Ciro Cirillo saranno al centro del racconto di stasera di Andrea Purgatori con Roberto Saviano e i magistrati Otello Lupacchini e Carlo Alemi. Atlantide va in onda alle ore 21.15. 

 

Raffaele Cutolo è stato fondatore e capo della Nuova Camorra Organizzata. Morto il 17 febbraio 2021. Aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo, i quali pure hanno intrapreso una carriera criminale; Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti della NCO. Raffaele è stato soprannominato ‘O Professore dai suoi compagni di carcere, perché l’unico tra di loro capace di leggere e scrivere.

Raffaele Cutolo è stato sottoposto a numerose perizie psichiatriche e solo nell'aprile 1984 – all'epoca della detenzione all'Asinara – è stato dichiarato chiaramente capace di intendere e di volere. In precedenza, Cutolo era stato dichiarato infermo di mente e, dunque, non responsabile delle sue azioni. Va ricordata la perizia prodotta nel 1974 dai professori Failla e Villardi, secondo la quale la personalità di Cutolo è caratterizzata da gravi manifestazioni paranoidi ed epilettoidi.

 

La perizia favorevole ha permesso a Cutolo di trascorrere molto tempo in due manicomi, il manicomio napoletano di Sant'Eframo e l'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa i cui direttori – Giacomo Rosapepe e Domenico Ragozzino – si sono tolti la vita. Nel 1984, i professori Battista Marineddu, Giancarlo Nivoli e Adriano Senini dichiarano Cutolo perfettamente lucido, anche se non escludono tratti paranoidi.

A seguire, la storia della camorra e il film di Marco Risi ’Fortapàsc’ che racconta la vita e la morte del giornalista Giancarlo Siani, ucciso a 25 anni a Napoli nel 1985

Siani era il giovane cronista di 26 anni che lavorava come precario a Torre Annunziata e scoprì l’intreccio criminale tra mafia e politica per la spartizione degli appalti dopo il terremoto dell’Irpinia e che fu eliminato.  Il film ha ottenuto 6 candidature ai Nastri d'Argento, 3 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Fortapàsc ha incassato 732 mila euro.