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Tinto Brass, sesso e malattia: "La morte non mi spaventa"

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"Non ho paura della morte". Tinto Brass si è appena ripreso da un'ischemia ed è tornato a parlare di sesso, vecchiaia e malattia. Il regista, alle soglie degli 89 anni, ha rilasciato alcune dichiarazioni all'AdnKronos. A gennaio è stato colpito da un'ischemia ed è uscito dall'ospedale da alcuni giorni. "Ho passato cinque giorni in pronto soccorso - racconta all’agenzia - non mi rendevo conto di dove fossi, mi chiedevo dove fosse Caterina, perché non venisse e mi sentivo disperato. Poi ho capito che nessuno poteva entrare a causa del Covid, mi sono adeguato a quelle regole balorde. Ma sapevo che lei c’era sempre ad aspettarmi".

"Dopo un’emorragia cerebrale, un ictus e due ischemie il mio pensiero è più chiaro - ha confessato -. La libertà di un uomo si evince anche davanti alla malattia e quindi alla morte. In questo momento di emergenza, se un medico mi chiedesse di scegliere tra la mia vita e quella di un giovane non esiterei. Ho dato al mondo tutto quello che avevo da dare. Ora ogni mia speranza per un mondo migliore risiede nei giovani”. Ad addolorarlo, non lo nasconde, è però il pensiero di dover lasciare Caterina sola un domani. In totale il maestro del cinema erotico ha girato 30 film “di cui 29 censurati - fa notare -. Ad eccezione della pellicola ‘La vacanza’ che poi ha ricevuto il premio della critica a Venezia. Ma Ziva resta il mio sogno. L’ho scritto e mai girato”.

Il regista ha lanciato anche un appello ai giovani: "“Trasgredite e fregatevene delle regole. Con o senza mascherina, ma fatelo comunque e fatelo spesso". Tornando ai film Brass sottolinea che il sesso viene trattato come fosse ‘mordi e fuggi’ e non viene mai approfondito nei film “perché si ha paura di addentrarsi in un territorio che è ancora un tabù”.