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Alberto Genovese, la ragazza della violenza sessuale era stata drogata: "Avevo le allucinazioni. Pensavo che c'erano diversi uomini"

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Non è l'Arena ancora una volta torna sul caso di Alberto Genovese, l'imprenditore di Milano arrestato con l'accusa di violenza sessuale per lo stupro nei confronti di una ragazza di poco più di 18 anni. Ed è proprio lei ospite del talk condotto su La7 da Massimo Giletti. In studio inoltre Stefania Andreoli, Nunzia De Girolomo e l'avvocato della vittima, Luigi Liguori. Ma soprattutto la giovane che racconta quanto accadde la sera della violenza, a partire dalla droga che le dette addirittura l'impressione di essere stuprata da più uomini perché aveva delle allucinazioni per l'alto consumo. La giovane ammette: "Non sono mai stata ipocrita e ho sempre ammesso di drogarmi. Non vado alle feste solo per questo, ma per la musica e per divertirmi. La droga però nelle serate è ovunque. E lì veniva data gratis. Non ho bisogno di fare uso di droghe, non sono tossicodipendente e non ho necessità di consumarne nella vita normale. Ne faccio un uso sporadico, quando esco la sera e quando vado alle feste". L'avvocato Liguori conferma che secondo gli atti giudiziari alla ragazza vennero fatte inalare di continuo sostanze stupefacenti. E lei aggiunge: "Quella sera di droga ce n'era tanta. Era in due piatti e chi voleva andava nei posti specifici e la consumava".

Giletti chiede perché i ragazzi hanno bisogno della droga. Lei: "Forse in qualche modo ti fa divertire di più, anche se io non ne ho avuto mai bisogno". 

A parte il caso della diciottenne drogata e violentata per ore e ore dopo la festa a Terrazzo Sentimento, Alberto Genovese è accusato da altre cinque giovani che dopo il suo arresto si sono presentate in questura ed hanno presentato denunce nei confronti dell'imprenditore.

Genovese, tra l'altro, dovrà giustificare proprio l'elevato traffico e consumo di droga. In diversi continuano a sostenere che nel corso delle feste le sostanze stupefacenti venivano proposte agli ospiti e nelle ultime settimane sono state molte le ragazze che hanno ammesso di aver consumato in particolare cocaina (ma non solo) durante le serate organizzate nella casa milanese oppure nelle ville al mare che l'imprenditore affittava e dove portava in vacanza i suoi amici e le donne con cui poi aveva i rapporti sessuali ora diventati materiale di indagine per le forze dell'ordine.