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Jazz a Pasqua: ottima musica, scarso pubblico

Claudio Bianconi
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Se la musica dovesse essere valutata in base al numero di spettatori paganti, probabilmente non se ne parlerebbe neanche. Tante e tali sono le variabili a cui è sottoposta nei vari frangenti in cui viene proposta che la sua volatilità ne fa anche elemento transitorio ed estremamente mutevole. Sta di fatto che nella giornata di sabato 15 aprile la musica di Umbria Jazz Spring edizione zero non ha fatto esultare per numero di partecipanti, tanto che lo stesso deus ex machina del ritorno a Terni di Umbria Jazz, l'assessore regionale Paparelli, sembrava innervosito nella serata al Centro multimediale per la scarsa affluenza al concerto clou della giornata, l'appuntamento con gli Incognito. Non più di 150 persone presenti, né nel pomeriggio era andata meglio all'auditorium Gazzoli con Piero Odorici con gli ospiti Darryl Hall e Roberto Gatto (una sessantina di spettatori) e più tardi con Chico Freeman (un centinaio di fruitori). Non c'è da stupirsi e del resto il programma di questa edizione zero di Umbria Jazz Spring è stato allestito con il criterio last minute, tanta e tale è stata l'urgenza di offrire al pubblico questo festival di quattro giorni. Le motivazioni di fondo di tanta fretta non sono ancora ben chiare, ma è stato lo stesso direttore artistico Carlo Pagnotta ad annunciare che si sarebbe trattata di un'edizione transitoria, in attesa di un serio e più ragionato progetto per il prossimo anno. Tutto questo a prescindere dal livello qualitativo della stessa musica che anche nella serata di sabato è stato tutt'altro che trascurabile, a cominciare proprio dai concerti al Cmm con Sammy Miller and the Congregation, un mix esplosivo di groove e gioiosità, divertimento e allegria. In realtà non una sorpresa per gli habitué di Umbria Jazz nella sue varie declinazioni compresa quella orvietana del festival winter. Proprio la scorsa edizione di Umbria Jazz Winter a Orvieto ha conosciuto tutta la carica dinamica a l'anima da entertainer dei suoi componenti che aveva conquistato il pubblico della Rupe, stesso esito per quello ternano letteralmente coinvolto dalle progressione della front line con il sax alto della minuta ma esplosiva Grace Kelly, il tenore di Ben Flocks, il trombone di Sam Crittenden e la tromba di Gabe Medd. Piccoli siparietti di ironia alternati alla verve musicale sfoggiata dalla band hanno letteralmente travolto il pubblico. Così come l'atmosfera più fluida degli Incognito nella commistione di soul, jazz e funk, in una parola nel migliore e ormai canonico acid jazz inglese, ha completato il quadro di una serata dove la musica ha offerto uno dei suoi volti più popolari coniugando qualità e divertimento, buon ascolto e sensualità. Intanto nelle nottate ternane, il jazz continua a dominare le scene e a manifestare la sua anima più autentica nelle session e negli incontri che si svolgono al Bugatti, ormai vero punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere. Dopo la serata con Paolo Fresu che si è comunque limitato solo a far visita alla titolare Manola, a sostenere il sabato sera ternano hanno pensato bene gli irrefrenabili ragazzi della Congregation con una session esplosiva. Mentre oggi, domenica 16 aprile, dalle 19 penseranno Odorici, Gatto e Darryl Hall a tratteggiare il profilo del più autentico jazz club con un concerto ad ingresso gratuito. Claudio Bianconi