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Covid, Gerry Scotti: "Vedevo 24 intubati, pregavo per loro. Film di fantascienza. Ho perso 11 chili. I negazionisti? Basterebbe un'ora dove sono stato io"

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Dal suo letto vedeva 24 persone intubate e pregava per loro. In una drammatica intervista al Corriere della Sera, Gerry Scotti racconta i suoi difficili giorni di ricovero per il Covid 19 e parla di "scene da film di fantascienza". I suoi sintomi iniziale sono stati febbre leggera, stanchezza, colpi di tosse. Prima la terapia domiciliare, poi il ricovero: "Avevo tutti i parametri sballati: fegato, reni e pancreas". Ma Gerry è finito in una stanza al confine tra il reparto ordinario e la terapia intensiva, ci è rimasto 36 ore. "Ero in una stanza, di la c'era la sliding door della vita di tante persone. Con due pazienti ci strizzavamo l'occhio. Quando il varco veniva aperto, li vedevo tutti: 24 persone immobili, intubate, come nei film. E pregavo per loro invecee di farlo per me". Gerry Scotti ha dovuto indossare anche il casco per l'ossigeno, l'ultimo step prima del rischio di essere intubato: "L'avevo visto in tv e sui giornali. Sembrava fantascienza. Ora ho capito di cosa si tratta e ricordo lo slogan: il casco ti salva la vita". A causa del Covid ha perso undici chili nei suoi tredici giorni di ricovero. Un messaggio ai negazionisti? "State un'ora dove sono stato io".