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Covid, morte di Stefano D'Orazio. Bobo Craxi e le ultime ore del batterista dei Pooh: "Ha lasciato un brano sul Coronavirus a Bergamo"

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E' stato Bobo Craxi, nella tarda serata di ieri, venerdì 6 novembre, a dare via social la notizia della morte di Stefano D’Orazio, portato via dal Covid. Ha ricordato poi l’amico ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format ’I Lunatici'.

"Ho dato la notizia accidentalmente, ho scritto di getto. Stefano aveva sofferto molto negli ultimi anni, è stato poco bene, negli ultimi due o tre anni". Spiega ancora: "Io lo conoscevo da trent’anni, ma negli ultimi venti ci siamo anche molto frequentati, nel periodo in cui lui ha un pò abbandonato la carriera artistica piena - ha aggiunto Craxi - Non rinnegava affatto la cosa di essere uno dei Pooh, ma aveva tentato anche una via diversa, sapendo che nell’arte è importante essere poliedrici. Amava molto scrivere, si ritirava a Pantelleria e scriveva. I Pooh sono stati e sono il gruppo musicale più conclamato e più amato per la loro verve".

Craxi dice di "aver dato la notizia, pensando che fosse già pubblica, non mi sono neanche posto il problema. È come se avessi scritto un messaggio in una bottiglia, pensavamo potesse reagire alle cure quando è stato ricoverato".  Bobo rivela che "l’ultima cosa che ha fatto Stefano è scrivere un testo molto bello quando accadde a Bergamo la tragedia che conosciamo legata al coronavirus. Aveva scritto un testo toccante, di speranza, che voleva rendere universale. Era molto contento di poter dare una mano, non gli sembrava di aver fatto una cosa retorica, si teneva sempre abbastanza lontano dalla retorica".