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Il rapper umbro "dà la sveglia" alla sua città e spopola sul web

Jacopo Barbarito
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“La mia città deserta olimpo senza dei, da come appari lei decide come sei; la mia città delude tutti i miei vorrei; la mia città esita, è diffidente; preferisce non saperne niente barricati coi loro averi una vita fatta di misteri e sono guai se si è sinceri”. Parole crude, dritte, che bucano con un ritornello martellante. Sono stralci del brano “La mia città” che in poco meno di due mesi ha macinato qualcosa come 8.000 visualizzazioni. Temperamento e voce originalissimi, quelli dell'autore. Lui è Gabriel Broker al secolo Gabriel Nardi, ventottenne tifernate con la passione del rap. Definirlo neofita è riduttivo; dall'età di 16 anni Gabriele incide, sperimenta, monta e smonta parole e rime, strofe e musica. Dopo l'esordio sulla scena locale con il gruppo “XXL” e il successivo scioglimento, nel 2013 la “scossa” con l'ep d'esordio intitolato “Questa vita è un dono” che ottiene buoni riscontri sia per i download sia su youtube. Non le manda a dire Gabriel che nel video, bellissimo, che accompagna il nuovo singolo ambienta un videogioco tra Città di Castello e Perugia popolando la scenografia urbana di tanti personaggi. Maschere di pirandelliana memoria per randellare questa società (e di riflesso la comunità in cui vive) accusandola di provincialismo asfissiante.