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Tommaso Buscetta, chi è il boss primo pentito di mafia. Stasera Our godfather film su La7 racconta la sua storia

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Atlantide su La7, stasera mercoledì 9 settembre 2020, propone «Mafia inside», uno speciale condotto da Andrea Purgatori che prevede i film «donnie brasco» e «our godfather» la vera storia di Tommaso Buscetta.

 

 

Ma chi era davvero Tommaso Buscetta? Conosciuto  come il “boss dei due mondi” per via della sua rete criminale che si andava ad estendere ben oltre i confini europei, arrivando fino al Sud America, era l’uomo che sapeva tutti i segreti di Cosa Nostra non solo in Italia ma anche negli Usa. Il maggior conoscitore della mafia siciliana, nonché boss, divenne ben presto il primo collaboratore di giustizia a rivelare ai magistrati gli sporchi affari mafiosi, quelli della “nuova mafia” basata soprattutto sul traffico internazionale di stupefacenti, fino a rendere noti i legami tra malavita organizzata e mondo della politica. Grazie alle sue dichiarazioni fu anche protagonista di vere e proprie svolte investigative e processuali, non a caso il mondo che lo aveva a lungo accolto lo trattò poi come uno dei maggiori ‘traditori’, per aver deciso di passare dalla parte giusta.

Classe 1928, don Masino – come veniva spesso chiamato Tommaso Buscetta – era nato a Palermo, ultimo di 17 figli, ma la morte lo sopraggiunse in America, a New York. A stroncarlo fu un tumore. Fu il primo grande pentito di mafia ad aver tradito Cosa Nostra rivelandone le strutture più complesse e contribuendo in maniera determinante a fare luce nelle inchieste condotte dal giudice Giovanni Falcone poichè ha permesso di ricostruire il mondo malavitoso siciliano fino a quel momento assolutamente insondabile.

Così come sul piano pubblico, anche nel privato ci furono vari momenti di svolta nella vita di Buscetta. Fu sposato tre volte e dalle sue relazioni ebbe in tutto sette figli. L’adulterio di cui si macchiò gli creò non pochi problemi dal momento che non è contemplato dal codice mafioso. Questo gli costò un periodo di isolamento. In merito alla sua vita criminale, infine, l’attività di Buscetta iniziò con piccoli furti divenendo poi celebre a Palermo per essere un vero e proprio maestro nella falsificazione delle tessere di razionamento della farina di epoca fascista. Nel 1945 si affiliò alla cosca di Porta Nuova. Si trasferì in Brasile ma la sua attività in vetreria ben presto fallì segnando il ritorno in Sicilia nel 1956, dedicandosi al traffico di stupefacenti e al contrabbando di sigarette che lo portarono all’arresto. Non mancarono i grandi delitti commissionati da La Barbera. Dopo anni si omicidi e traffici illeciti nel ruolo di boss, nel 1983 ci fu l’ennesimo arresto e l’invito di Falcone a collaborare con la giustizia.