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Festival dei 2Mondi, presenze a quota 80.000: incassi in aumento

Sabrina Busiri Vici
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E' vero, Giorgio Ferrara è cambiato in questi nove anni di festival dei 2Mondi si è fatto più sorridente, più disponibile, più rilassato. E il completo viola dimostra che anche in vena di azzardi. A dargli sicurezza sono quelle 80mila presenze registrate quest'anno rispetto alle 5mila del 2007, ultimo anno di gestione Menotti. E a far spuntare il sorriso al direttore artistico del festival c'è anche l'incremento di incassi: da 627mila euro a 665mila, nonostante il 2Mondi abbia scelto da qualche anno la politica dei prezzi contenuti. Il bilancio dell'edizione numero 59 si chiude con Fabrizio Cardarelli, sindaco e presidente della Fondazione Festival, pronto a sottolineare il rapporto che sta crescendo e maturando fra la città e il “nuovo” festival. La gestione Ferrara ha, infatti, dato vita a una manifestazione che si è andata sempre più distinguendo e differenziandosi da quella dell'epoca Menotti: “La sfida è stata quella di emulare il modello storico – annota il direttore artistico – su un altro terreno allargando i confini dei due mondi al mondo intero”. E per il 2017… - L'edizione numero 60 si aprirà il 30 giugno, ma sarà festival tutto l'anno. Promessa di sindaco: “Torneranno gli appuntamenti a Natale, Pasqua e si lavorerà per portare il festival nel mondo a cominciare da Le nozze di Figaro in trasferta a Cartagena, ma si aspettano sviluppi anche sul fronte Orientale, dalla Cina”. Acceso anche il mutuo, da parte della Fondazione, per il restauro dello stabilimento di scenotecnenica che sarà attivo già dal prossimo anno. “Abbiamo fatto tutti gli appalti” assicura il sindaco con un piglio combattivo e decisionista che ben si fonde con la cifra istrionica e inarrestabile di Ferrara. Una coppia almeno apparentemente solida. Muti e il Don Giovanni - E in ultimo uno sguardo a cosa ci sarà. Per il cartellone è ancora tutto top secret ad eccezione dell'opera inaugurale che si sa, in base alla programmazione triennale, sarà il Don Giovanni di Mozart-Da Ponte e poi tornerà Riccardo Muti.  Per il resto “lasciateci lavorare”.  Saluta Ferrara.