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Fondazione 2Mondi: "Non si può lasciare il festival senza soldi"

Cardarelli è intervenuto sui 420 milioni di euro del fondo unico dello spettacolo bloccati

Sabrina Busiri Vici
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Di fronte al terremoto Fus, il presidente della Fondazione 2Mondi Fabrizio Cardarelli rimane ben saldo e coi piedi ben piantati a terra. Nessun allarmismo per i 420 milioni di euro del fondo unico delle spettacolo bloccati da una sentenza del Tar del Lazio. Una ipotesi che per Spoleto potrebbe significare non coprire il budget per oltre 2milioni e mezzo di euro, perché questo è lo stanziamento governativo su cui fa i conti il festival. Ma il sindaco-presidente apparentemente non si scompone e rimanda al mittente il rischio del “non-incasso”. Sindaco, e se i soldi dal Ministero non arrivassero? “Beh, bisogna sentire soprattutto cosa dicono i fornitori visto che siamo già in ballo”. Ma quanto può essere reale il pericolo? “Penso che alla fine della vicenda prevarrà il buon senso. E poi se questo decreto risultasse in via definitiva inadeguato, si troveranno delle alternative. Non credo che si possa lasciare un ente, come il 2Mondi, a metà festival con tutta l'organizzazione già partita senza copertura”. Ma i 2,6 milioni stanziati dal Mibact per il 2016, il festival, quando li dovrebbe incassare? “In genere avviene al rendiconto. Noi sappiamo di poter contare su un determinato finanziamento perché c'è una delibera del Ministero che formula di anno in anno lo stanziamento e, in base a questo e alle entrate che arrivano dai privati, definiamo il budget della manifestazione e organizziamo gli spettacoli. Per cui noi abbiamo lavorato finora su tale certezza”. Come commenta quindi la sentenza del Tar del Lazio? “Non commento le sentenze anche perché non ho le conoscenze specifiche per poterlo fare. Dico, però, che ci saranno le giuste ragioni che hanno portato a questa decisione. Spero solo che il Consiglio di Stato ristabilisca l'ordine di una situazione che finora ha garantito il sostegno alle emergenze culturali del Paese”. Ma secondo lei da che dipende la finanziabilità di una iniziativa culturale? “Dal suo spessore. Per questo penso che il governo sta dalla parte della ragione”. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di sabato 2 luglio (CLICCA QUI)