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Encuentro, la partenza è valida

Giulietta Mastroianni
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Comincia davvero bene il festival dedicato alla letteratura spagnola Encuentro dal 4 al 8 maggio dislocato in varie sedi di Perugia, con il cinema Zenith al colmo di un pubblico coinvolto e appassionato per l'inaugurazione del festival con il concerto di Ginevra Di Marco che ha cantato Mercedes Sosa in “Donne d'America”, anticipata dalla breve esibizione di Dimartino e Fabrizio Cammarata con canzoni tradotte in italiano di Chavela Vargas. Ad introdurre questi ultimi due Pino Cacucci, che racconta dell' incontro fortuito con i due musicisti palermitani durante un dibattito sul Don Chichiotte, del loro viaggio verso il Messico alla ricerca della musica di Chavela Vargas e dei suoi musicisti, con cui hanno anche registrato dei pezzi, finito nella memoria biografica di un libro a due mani ancora inedito e in una raccolta di pezzi storici della cantante messicana tradotti in italiano. Chavela di origine costaricana, oltre che un simbolo vivente di trasgressione ai tempi di Frida, di cui fu amica e amante, è stata una cantante cult del Messico postrivoluzionario della tradizione radicata , scoperta in età avanzata anche grazie alle colonne sonore di film di Almadovar, che ne fu folgorato. Dimartino e Cammarata uniti dalla passione comune parlano del loro incontro artistico con le canzoni di Chavela, come qualcosa di naturale, facilitati e “protetti dalla voce piangente ed emozionale che ti porta dentro la canzone. Chavela ha spogliato la musica messicana dagli orpelli e l'ha resa nuda:  una voce due chitarre.” Ed è nella passione mischiata al dolore dell'abbandono, al senso civico, e all'amore struggente,  che risulta facile anche passare all'interpretazione di Ginevra Di Marco dei pezzi celebri di Mercedes Sosa, come Gracias alla Vida e Todo Cambia, attraverso cui ha espresso, icona della libertà, il suo impegno politico da attivista contro la dittatura militare e l'ingiustizia sociale. Nata in Argentina, dopo il colpo di Stato, per le sue canzoni scomode, fu esiliata prima a Parigi e poi a Madrid e poté tornare in patria solo dopo la caduta del regime. La lotta e la carriera musicale della cantora fu comunque inarrestabile e Ginevra Di Marco ne coglie ad oggi forse il lato più profondamente e intimamente battagliero dietro all'interpretazione fedele e cristallina dei toni e della voce. Il suo messaggio è chiaro e detto: “Saper tendere la mano, salvare questo mondo malandato che ha bisogno di compassione e tenerezza.”