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UmbriaLibri: cultura contro la follia terrorista

Giulietta Mastroianni
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Il giorno dopo l'inaugurazione di UmbriaLibri 2015, il giorno dopo gli attentati in Francia, la proposta degli eventi ha subito una netta trasformazione. Nonostante quest'anno il tema principale sia la Grecia e la grecità in tutti i suoi colori, in concomitanza alla presentazione dei libri delle case editrici o di autori umbri, ogni  dialogo si è aperto all'importanza della cultura, così come accadde dopo Charlie Hebdo, come luogo mentale di resistenza e libertà e come formazione di un pensiero necessario alla politica per far fronte agli assetti  geopolitici e agli incontri tra popoli. Nel dialogo filosofico per esempio tra Massimo Donà e Vincenzo Vitiello sul tema “Grecia: un origine dimenticata o compiutamente realizzata ?” si è parlato dell'origine della cultura occidentale, come prodotto di una ricerca dell'epistéme, ovvero di quella conoscenza, di quel sapere, elemento fondamentale ereditato dalla Grecia che tende all'universalità e all'immutabile, che può generare il principio dell'esclusione dal concetto platonico dell'immagine mobile dell'eterno. Secondo Vincenzo Vitiello il cardine della “convenienza”, del tenere insieme gli interessi nella fondazione di una comunità sta nel nomos, ovvero nella legge che tiene uniti, di cui la religione, la filosofia e la politica ha smesso di occuparsi. Nello spettacolo teatrale, in diretta su Radio3, ad opera di una parte della Compagnia dei giovani del Teatro Stabile dell'Umbria, con una lettura  scenica a cura di Francesco Bolo Rossini  degli aforismi  tratti dal libro di Nikos Dimou “L'infelicità di essere greci” e accompagnati dal violino di Azusa Onishi,  invece, il pensiero autocritico  che viene costruito intorno alla condizione di cittadino greco moderno è incentrato sull'identikit  del neogreco  che ha visto aumentare il divario tra desiderio e realtà, tra presente epassato. Ne esce fuori il profilo di un uomo contemporaneo, ciclotimico, iperbolico, che tenta di essere fuori dalla realtà, felice di essere infelice (che trasforma cioè il positivo in negativo e il negativo in positivo), mitopoietico, che ha complessi di inferiorità con gli europei e con gli antenati e che ha bisogno di un educazione nuova, verso la libertà e l'indipendenza, intendendo per libertà la capacità di sapere cosa si vuole e per indipendenza la conoscenza e la capacità di giudizio. Si chiude ufficialmente domenica 15 novembre UmbriaLibri 2015 con presentazioni, conferenze e incontri fino alle 19 nella splendida location di San Pietro, con qualche ultimo evento  previsto fuori sede lunedì 16 novembre.