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Music for Sunset, grandi emozioni con Iva Bittovà e Paolo Angeli

Giulietta Mastroianni
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Si è conclusa domenica 27 luglio, prima degli ultimi battelli che hanno permesso ai tanti visitatori di poter abbandonare l'Isola Maggiore e tornare su terraferma, la serata conclusiva di Music for Sunset 2015 promossa da dall'Associazione umbra canzone e Musica d'autore, giunta alla sesta edizione e ideata dalla mente inesauribile di chi aveva guardato oltre le frontiere della musica stessa, la mente di Sergio Piazzoli prematuramente scomparsa e di cui in ogni occasione musicale la regione continua a sentire l'incolmabile assenza. Rispettando la continuità della formula vincente, che accosta l'insieme delle arti, come il teatro, il reading, la performance, le proiezioni, e ovviamente la musica, con lo scenario e l'ambiente suggestivo dell'isola, il festival è un insieme di relazioni sinestetiche tra suoni e colori, venti e voci, visioni e percezioni sensoriali, che permette una specie di ricognizione sul concetto di sonorizzazione dell'ambiente. Scardinando la stabilità di uno spettacolo concluso, da spettatori privilegiati immersi nelle suggestioni di un'isola del Lago Trasimeno molto poco visitata dagli stessi umbri, è stato possibile entrare in un contatto con le meraviglie del luogo direttamente grazie alla mobilità dell'azioni artistiche stesse che si mettono in rapporto con il contesto naturale, sfruttando la luce del tramonto, lo sfondo pittorico di una barca a vela in movimento, i riflessi dell'acqua, il suono cullante delle onde  o rivolgendo lo spettacolo direttamente al lago, come ha fatto per esempio la violinista e vocalista Iva Bittovà, che ha cantato un brano di spalle al pubblico. Tra i concerti più belli vale appunto ricordare quello di questa violinista e cantante ceca che insieme alla chitarra modificata di Paolo Angeli ha regalato emozioni di sperimentazione vocale strettamente intrecciate ai canti tradizionali dell'Europa dell'Est e del sud Italia, e tradotte in linguaggio contemporaneo, alla Lingua del Cigno, il palco naturale mainstream del Festival. Altro spettacolo da menzionare quello del gruppo di danzatori in collaborazione con La Mama Umbria International, che hanno interpretato una coreografia da “Voci dalla terra” a chiudere la conferenza sui temi dell'ecologia di Festambiente Umbria, adattandola magistralmente al luogo grazie ad un'ottima preparazione fisica di danza contemporanea, ginnastica artistica e breakdance, con “quadri” situazionisti a bordo lago, di relazione uomo donna e interpretazione dello spazio.