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Vittorio Sgarbi porta l'arte dei pittori dal cuore sacro

Roberto Minelli
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Vittorio Sgarbi torna a meravigliare l'Italia dall'Umbria con una mostra di arte “primitiva”. A Gualdo Tadino, dal 3 agosto al 31 dicembre, nella chiesa monumentale di San Francesco, il critico presenta “I pittori dal cuore sacro. Da Ivan Rabuzin a Bonaria Manca”, con la direzione artistica di Catia Monacelli. L'esposizione offre una selezione di 25 artisti per un totale di 75 opere provenienti dall'Italia e da diversi paesi del mondo - Francia, Uruguay, Portogallo, Olanda, Serbia, Germania, Slovacchia e Croazia. Il progetto espositivo si suddivide in due sezioni, la prima è dedicata ai maestri storicizzati, padri e detentori, ognuno a suo modo della naivitè, quella cifra stilistica candida e ingenua, al di fuori di qualsiasi schema intellettuale e di approccio formale all'arte; l'altra, invece, si concentra sull'attualità, analizzando il variegato universo espressivo dell'arte primitiva contemporanea, sia in Italia che all'estero. Il viaggio prende avvio dalla Croazia, culla dell'arte istintiva, con i maestri Ivan Rabuzin, il poeta dei giganteschi fiori carnosi, Jvan Generalic, rappresentante della nota scuola di Hlebine e i suoi racconti rurali e di paese, Mijo Kovacic, il pittore del vetro e Matija Skurjeni, con il mondo immaginifico ispirato dai racconti popolari, per continuare - toccando alcune regioni della nostra penisola italiana - con l'emiliano Enrico Benassi, il calabrese Francesco Maiolo, approdato da anni a Piossasco dalla sua Nardo di Pace e il siciliano Restivo. Diciotto, invece, gli artisti contemporanei che tutti insieme tessono le trame della meravigliosa e immediata avventura poetica dell'arte popolare. Tra loro Bonaria Manca, la novantenne artista-pastora di origine sarda trapiantata a Tuscania, e poi Manuel Castro, Rosana De Paula Cessac, Elina Damiani, Fouschy Valérie Descat, Domenico Gallizzi, Nataša Knjazovic, Lucilla Mafucci, Sylvie Marcel, Vincenzo Martini, Cesare Novi, Luigi Pillitu, Gianni Pontiroli, Annemiek Knols de Rooij, Drago Terzic, Olaf Ulbricht, Guido Vedovato e Giuliano Zoppi. Il progetto è promosso dal polo museale e dal Comune di Gualdo Tadino, con il patrocinio della Regione Umbria.