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Pienone al teatro Lyrick per la Pfm: la band saluta Franco Mussida

(foto Belfiore)

Andrea Niccolini
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C'è tanta gente, nel teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli la sera di martedì 28 aprile: aleggia un'emozione particolare; sta per salire sul palco la Pfm per il penultimo concerto di Franco Mussida con la band cui il musicista ha dato vita oltre cinquant'anni fa (quarantaquattro di Pfm più sette come Black Devils, I Quelli, Krel). GUARDA la gallery Tanta emozione al Lyrick, tanta voglia di sentire suonare il chitarrista dai lunghi capelli bianchi, il pifferaio magico che invece del flauto usa le corde per incantare chi l'ascolta; l'uomo che assieme a Flavio Premoli e Mauro Pagani ha scritto il grosso del repertorio storico Pfm, proprio quello al centro del concerto allestito nell'ambito del cartellone di Umbria Eventi d'autore. GUARDA la gallery Dal 1 maggio (ultimo concerto mercoledì sera a Roma) Dal 1 maggio (ultimo concerto mercoledì sera a Roma) Mussida non suonerà più con la band e non è uno dei tanti cambi di pelle del gruppo: è che di coloro che hanno scritto quelle musiche non resterà più nessuno, anche se il gruppo continuerà a suonare con il nuovo chitarrista Marco Sfogli. e non è uno dei tanti cambi di pelle del gruppo: è che di coloro che hanno scritto quelle musiche non resterà più nessuno, anche se il gruppo continuerà a suonare con il nuovo chitarrista Marco Sfogli. LEGGI l'intervista a Franco Mussida La bellezza del concerto è al di fuori dell'ordinario; pur con un suono non perfetto, pur con qualche incertezza nella voce di Di Cioccio, la musica che riempie l'aria del Lyrick è forse la sintesi più bella di quanto accaduto nella seconda metà del Novecento nel mondo delle sette note; tra i paesaggi disegnati da brani come Appena un po', La luna nuova, Promenade the Puzzle, Dove…Quando… si gode una bella vista rock, ma l'aria che si respira è impregnata di classicismi, fino a citazioni esplicite ed esecuzioni di Rossini e Prokofiev, e di tradizione popolare, e di virtuosismi. Il rock della Pfm è una musica raffinata, ricca di ispirazioni; lo era quando Di Cioccio e gli altri erano ragazzi e lo è oggi: se dopo cinquant'anni sono lì, come diceva il frontman qualche giorno fa, “vuol dire che abbiamo lavorato bene”. I brani selezionati per questo All the best sono quelli più belli dei primi cinque dischi della Pfm, Storia di un minuto, Per un amico, Photos of Ghosts, L'isola di niente, Chocolate Kings: suonano che è una bellezza e accidenti se quei ragazzi avevano “lavorato bene”. A quasi un anno dalla morte di Sergio Piazzoli, la band omaggia l'organizzatore scomparso, “grande amico che ci ha lasciati” con tre magici minuti di chitarra di Franco Mussida e con Arlequin; gli applausi fioccano, e sono un boato quando il gruppo finisce di eseguire La carrozza di Hans. Ma c'è ancora spazio per un tuffo nel classico riletto in rock con La danza dei cavalieri da Prokofiev, per il blues di Maestro della voce, per un bis che fa ascoltare in sequenza Impressioni di Settembre e Celebration/E' festa. Il pubblico saluta in piedi la band: Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Lucio Fabbri, Alessandro Scaglione e Roberto Gualdi salutano il pubblico; da domani inizia una nuova storia, chi c'era stasera ha vissuto un qualcosa che non sarà più.