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"Ritornando a casa": Alfonso Fratteggiani espone a Palazzo Penna

Andrea Niccolini
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E' stata inaugurata il 15 febbraio e resterà aperta fino al 6 aprile al Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia la mostra "Ritornando a casa. Coming home" di Alfonso Fratteggiani Bianchi. La mostra nasce dalla collaborazione tra Comune di Perugia e Soprintendenza BSAE dell'Umbria, ancora una volta uniti per promuovere l'arte contemporanea, valorizzandone, in particolare attraverso l'opera dell'artista, le profonde radici culturali ed estetiche. I rimandi alla secolare tradizione pittorica umbra, infatti, sono un elemento significativo della ricerca di Alfonso Fratteggiani Bianchi, artista perugino ma in realtà pittore impegnato sulla scena europea e per questo forse ancora poco conosciuto, fino a oggi, nel contesto urbano. La mostra, che sarà allestita a Palazzo della Penna dal 15 febbraio al 6 aprile 2015, risarcisce, appunto, questo mancato dialogo con la sua città e il territorio umbro e lo fa esplicitando in maniera coerente ed estrema il rapporto dell'Artista con la pittura umbra del XIV e XV secolo: attraverso il raffronto tra i suoi preziosi e coloratissimi monocromi e cinque opere di artisti cosiddetti “minori” provenienti dai depositi della Galleria Nazionale dell'Umbria e databili tra la fine del XIV e i primi del XVI secolo (Ignoto, Madonna con Bambino e Santi, sec XV; Giovanni Boccati, Madonna dei raccomandati, sec XV?; Ignoto, Madonna del Latte, sec. XVI; Guglielmo Veneziano, Madonna dell'umiltà, 1370-80; Maestro di Fucecchio, Madonna con bambino e s. Giovanni Battista, seconda metà sec. XV). Questo confronto esplicita la ricerca che Fratteggiani da anni conduce sul tema del colore, elemento che l'artista considera costitutivo, essenziale e in un certo senso perfino radicale della pittura. Il suo lavoro, infatti, astrae intenzionalmente non soltanto dall'aspetto figurativo ma anche dalla dimensione temporale dell'arte, considerando il fatto artistico, l'opera, sia essa antica o contemporanea, in relazione al presente di chi la osserva, quindi come oggetto capace di comunicare un valore permanente e del tutto indipendente dal contesto storico, culturale e sociale del pubblico.