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I cento anni di Alberto Sordi: l'italiano nello schermo. Tutti i suoi successi da attore e regista

Alberto Sordi

Nicola Uras
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Esempio e stimolo per la ripartenza. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rende omaggio ad Alberto Sordi. Sono passati 100 anni dalla nascita dell'attore che ha saputo dare vita all'italiano in tutte le sue sfaccettature. Cinema, radio, teatro, televisione, non c'è palco che non abbia calcato. Sordi, classe 1920, figlio di un professore di musica e di una maestra, nasce nel rione di Trastevere, ma passa l'infanzia a Valmontone. Quando fa ritorno nella capitale incontra il canto e la musica sulla sua strada, prima di approdare al doppiaggio e di avvicinarsi al teatro. I primi successi al cinema arrivano negli anni '50 con "Mamma mia, che impressione", dopo che ha incuriosito Vittorio De Sica con i suoi personaggi satirici proposti in radio: il quasi coetaneo Federico Fellini lo vuole protagonista del suo esordio dietro la macchina da presa, ne "Lo sceicco bianco". Da questo momento non si contano i trionfi dell'attore che è stato anche regista, autore e doppiatore. Arriva "I vitelloni", ancora diretto da Fellini, e le pellicole di Steno, Stefano Vanzina: "Un giorno in pretura", "Un americano a Roma" e "Piccola posta", in cui dà vita al personaggio indolente e scansafatiche, che lo accompagnerà per tutti gli anni Cinquanta. Una nuova svolta arriva negli anni '60, quando si distingue per ruoli versatili, anche drammatici, a partire da "La grande guerra" diretto da Mario Monicelli, "Tutti a casa" di Luigi Comencini, "Una vita difficila" di Dino Risi e "Un borghese piccolo piccolo" sempre di Monicelli.  Emblema delle diverse anime dell'italiano, ha successo anche all'estero: ai cinque Nastri d'Argento, 7 David di Donatello, un Leone d'oro a Venezia unisce premi internazionali come il Golden Globe per "Il diavola" nel '64 e l'Orso d'Argento a Berlino con "Detenuto in attesa di giudizi". Come regista dirige 19 pellicole, a partire dal 1966, compreso il suo ultimo film "Incontri proibiti" del '98, accanto a Valeria Marini. In suo onore, il 16 settembre si apriranno le porte della sua villa romana con affaccio sulle Terme di Caracalla per la mostra, posticipata a causa del Covid-19, a lui dedicata.