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Intervista a Ottavia Piccolo: da martedì al Morlacchi con 7 Minuti

Sabrina Busiri Vici
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L'attualità a teatro è come leggere il giornale di ieri. A dirlo è Luca Ronconi, maestro della scena, ma a contraddirlo è 7 minuti, lo spettacolo di Stefano Massini in scena al teatro Morlacchi da martedì 13 gennaio (fuori abbonamento) a domenica 18 gennaio. 7 minuti dimostra che l'attualità quando diventa contemporaneità si confà alla scena e diventa universale. Lo spettacolo, prodotto tra gli altri dal Teatro Stabile dell'Umbria, è scritto da una delle penne più interessanti della drammaturgia italiana, diretto da Alessandro Gassmann e interpretato da undici attrici (di cui quattro umbre) con diverse esperienze e di età differenti. Tra loro c'è Ottavia Piccolo nei panni di Bianca. Piccolo, in tempi di Jobs Act il tema di 7 minuti è di estrema attualità. Ma portarlo in scena è risultato complicato? “Stefano Massini sa staccarsi dalla cronaca e sa far diventare l'argomento universale. In teatro si parla della dignità del lavoro, di diritti negati o dimenticati proprio quando per la crisi economica, o per cattive gestioni, in tutti i Paesi si tende a restringere diritti acquisiti invece di ampliarli”. Lo spunto comunque è di cronaca? “Sì, il fatto da cui parte l'autore è successo anni fa in Francia in una fabbrica dove lavoravano tutte donne. Da lì l'autore ha inventato e ha messo al servizio dell'idea una serie di cose: il taglio dall'orario dei 7 minuti di pausa è, infatti, una vicenda che non è successa in Francia, qualcosa di analogo è accaduto a Pomigliano”. Lei in scena è Bianca, la portavoce del gruppo di operaie. Può tratteggiare il profilo del suo personaggio? “Bianca è la più anziana e nella trattiva cerca di spingere le sue compagne a riflettere sulla richiesta della proprietà: la rinuncia del tempo di pausa. Per le più giovani questa proposta all'inizio sembra accettabile rispetto alla perdita del lavoro. Bianca però cerca di far capire loro che rinunciare oggi a un diritto, come quello del riposo, domani potrebbe comportare passi più pesanti, ma la scelta deve essere frutto di una riflessione condivisa e quando una sua compagna le dice: Bianca sto con te, voto no. Lei risponde: Te voti no e basta, non stai con me”. Bianca cerca di trasmettere la dignità del lavoro... “Mette a fuoco un approccio culturalmente sbagliato: quello di ringraziare chi ti fa lavorare senza pensare che è uno scambio alla pari e nessun deve dire grazie all'altro”. Un cast di tutte donne. Andate d'accordo? “Eccome. Abbiamo tutte esperienze diverse, ma c'è una grande e bellissima condivisione fra noi anche perché ci sentiamo particolarmente coinvolte nell'argomento: noi teatranti siamo i precari per eccellenza del mondo del lavoro”. Il regista, Alessandro Gasmann, da uomo si è trovato in netta minoranza. Ce l'ha fatta? “Lui pensa di averci adottate, ma siamo noi che abbiamo adottato lui. Ma gli lasciamo credere ciò che vuole”. Lei è diretta per la prima volta da Gassmann e per la prima volta lavora in una produzione firmata anche dal Teatro Stabile dell'Umbria. Come si è trovata? “L'ambiente del teatro è piccolo e ci conosciamo tutti da molto tempo, siamo sempre gli stessi. Con Ruggieri (direttore del Tsu, ndr.) abbiamo avuto la fortuna di imbroccare un testo e, di conseguenza uno spettacolo, molto fortunato che sta avendo ottimi riscontri. Mi auguro che la collaborazione continui. E altrettanto vorrei con Gassmann”. 7 minuti, diretto da Alessandro Gassmann, vede in scena Ottavia Piccolo nei panni di Bianca, operaia specializzata. Con lei: Eleonora Bolla è Sabina, operaia al reparto tinte; Paola Di Meglio è Olivia operaia da 30 anni; Silvia Piovan è Arianna operaia sta alla cardatura; Balkissa Maiga è Fatou operaia specializzata; Cecilia Di Giuli è Rachele operaia ai telai; Olga Rossi è Aneta 34 anni impiegata; Stefania Ugomari Di Blas è Mirella ai telai; Arianna Ancarani è Lorena al reparto tinte; Stella Piccioni è Sevgi, al reparto filati e Vittoria Corallo è Sofia impiegata. La compagnia incontrerà il pubblico giovedì pomeriggio alle 17,30 al teatro Morlacchi.