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Immaginario Festival, palazzo Penna gremito per Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli a palazzo Penna (foto Belfiore)

Sabrina Busiri Vici
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Tacco quindici e total black, Selvaggia Lucarelli arriva in uno strapieno palazzo Penna a Perugia per Immaginario festival e come prima cosa dichiara guerra ai democristiani, ignavi, e poi va come un fiume sulla terza spunta di whatsapp. La sfrenatissima opinionista è a Perugia per parlare del suo libro Che ci importa del mondo. GUARDA LE FOTO Prende il microfono e come parla trascina la platea: applausi, consensi e commenti a cascata. Ma che significa corteggiare oggi? Fuffa. E le donne? La difesa è totale, unica eccezione: la gatta morta. L'intervistatrice, Francesca Marruco, va sul classico perché la donna bella non può essere graffiante senza beccarsi l'appellativo di zoccola? Selvaggia dissotterra l'ascia e squaderna tutte le contromisure contro i leoni da tastiera, gli spavaldi del digitale. Il libro parla di maternità, la sua: "Per me è il regalo di due occhi nuovi". Le parole vanno velocissime e rimbalzano sul microfono per descrivere l'imprevedibilità del figlio, la sua passione per l'horror, le festicciole e halloween atteso da lui come il Santo Natale. Si volta pagina. Ma come reagiscono tutti i suoi bersagli da Barbara D'Urso alla Moretti? In alcuni casi le conseguenze sono pesanti: "A Mediaset, per esempio, non posso metterci piede per un articolo che ho scritto, serio per una volta, su Schettino ospite da Salvo Sottile". Ma le conseguenze spesso vengono più dalle donne: "Forse manchiamo un po' di autoironia". E il momento del gelato della Madia. "C'è qualcosa dietro in tutto questo, mi sembra strana la scivolata di Signorini, suona come una vendetta". E vai con il selfie, racconta, alla stazione di Milano per solidarietà al ministro che, comunque, poteva reagire meglio sempre secondo Selvaggia. Passo in avanti. Ciò che rinnega: la televisione di un certo tipo, l'intrattenimento di serie b che inizialmente seduce come Ulisse con le sirene. Tra un sferzata e l'altra, Selvaggia chiede e richiede: non twittate questa. E giù con la lettera scarlatta che non ti togli: la B di Barbara D'Urso. Suona un cellulare, e lei: "chi è?". Torna sul libro scritto come sfogo, ma senza spiattellarci dentro - precisa - la sua vita e quella di chi ha avuto a che fare con lei, perciò arriva in aiuto la fantasia e la politica. Nulla la spaventa, i detrattori men che meno. Entra a gamba tesa nel tema della credibilità, l'argomento le brucia. Ma non le manca modo di sistemare le radical chic alla Bignardi. Interventi in sala e complimenti si confondono. L'amore vince su tutto alla fine? "Questo è il finale di Moccia, non mio. Ammetto però che potevo fare di meglio. Ho regalato a Viola l'amore con la A maiuscola. Sto spoilerando, direbbe mio figlio". Una raccomandazione a tutte: "Non uscite con gli uomini che mettono i puntini di sospensione".