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Marche, dai Sibillini alla gola del Furlo: alla scoperta dei parchi naturali

Gabriele Burini
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Chi ama la natura non rimarrà di certo deluso. L’offerta turistica delle Marche, per quanto riguarda le proposte in ambito naturalistico, propone di tutto e di più. Così gli amanti delle uscite, che siano queste giornaliere o di più giorni, potranno decisamente sbizzarrirsi tra parchi naturali e aree protette. Si parte dal Parco nazionale dei Monti Sibillini: istituito nel 1993, comprende diciassette comuni (15 nelle Marche, 2 in Umbria) per una dimensione complessiva di oltre settantamila ettari di terreno, di cui più di due terzi in territorio marchigiano. Venti le montagne che superano i duemila metri, con la cima più alta che è quella del Monte Vettore, a quota 2476. L’origine della catena montuosa, calcarea, è riconoscibile da lontano, e per gli appassionati di fotografia consente anche di poter sfoggiare i migliori obbiettivi per catturare flora e fauna di ogni tipo: la vegetazione cambia mano a mano che si sale, e anche gli animali sono presenti in ogni angolo di superficie, dal lupo al cervo, dall’aquila reale al falco pellegrino. Il territorio inoltre è conosciuto fin dal Medioevo per le sue leggende: rinomata infatti è la mitica maga Sibilla – per alcuni strega, per altri fata – ancora oggi avvolta da un alone di mistero.

 


Di pregevole fattura sono poi le Grotte e il Parco regionale Gola della Rossa e di Frasassi, 1026 ettari di terreno divisi tra sei comuni marchigiani. La straordinarietà di questo Parco è dovuta dall’incremento, un milione di anni fa circa, della formazione dei rilievi. Questi hanno fatto aumentare l’energia potenziale dell’acqua, che ha inciso le dorsali fino al calcare massiccio, conservato in blocchi verticali. Il tutto è oggi visitabile in circa un’ora. Piccoli laghi, stalattiti e stalagmiti, l’Abisso Ancona, la Sala delle Candeline, dell’Orsa e dell’Infinito: questo e altro si trovano all’interno delle Grotte, meta anche di uscite didattiche per tantissimi studenti di ogni età. Inoltre, dal 1993 è attivo anche il servizio del turismo speleologico, che consente a chiunque di visitare la grotta in zone sprovviste di camminamenti e luci artificiali.

 


Passando alle Riserve, una delle più antiche è la Riserva Naturale Statale Abbadia di Fiastra. Istituita nel 1984, tocca due comuni marchigiani per un totale di 1825 ettari di superficie tra corsi d’acqua e vegetazione. Questa Riserva, oltre ad essere importante dal punto di vista naturalistico – nella Selva è ancora presente un tipo di foresta che fino al 1700 ha ricoperto tutta la fascia collinare delle Marche – ha un importante valore sotto il profilo storico-architettonico. A Chiaravalle di Fiastra si trova infatti l’Abbazia cistercense: venne costruita nel 1142 dai monaci cistercensi e garantì lo sviluppo di tutta l’area. Per scoprire il territorio sono numerosi i percorsi, sia per i pedoni che per i ciclisti, senza dimenticare gli amanti dello sport equestre. Interessanti sono anche le visite a centri culturali come Urbisaglia e Tolentino.
Decisamente più recente è invece la Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, istituita solamente nel 2001. La superficie supera i 3500 ettari, che comprendono sia spazi di verde e di corsi acquatici, sia itinerari storico-culturali. Questa gola calcarea, incisa profondamente dal torrente Candigliano, scavata dai romani per la realizzazione di due gallerie. Quella grande è ancora oggi aperta sia al traffico pedonale che al veicolare. Per quanto riguarda gli itinerari storico-culturali, di particolare interesse sono il Museo del Territorio di Acqualagna e il Parco archeologico di Fossombrone.
Gli appassionati della natura potranno quindi godere di qualsiasi tipo di attività, dal trekking alle visite culturali, passando per quelle in bicicletta: i parchi marchigiani li accoglieranno a braccia aperte per delle uscite mozzafiato.